Da sempre Nicolas Cage suscita reazioni differenti sia nel pubblico che nella critica, eppure indiscutibilmente i suoi risultati al botteghino di dubbi ne lasciano davvero pochi. I film dell’attore riempono puntualmente le sale, rare eccezioni a parte. Spesso Cage è stato definito monocorde e poco espressivo.

Ciò che pare indiscutibile, mettendo a tacere anche i più scettici, è che l’attore così tanto criticato ha lavorato con i migliori registi in circolazione, Martin Scorsese, Werner Herzog, con il quale ha portato ultimamente a Venezia il “remake” de “Il cattivo tenente” di Abel Ferrara, questo solo per citarne alcuni.

Uno dei tratti caratteristici di Nicolas Cage è il suo accento, sul quale lui stesso ha confessato di aver lavorato tantissimo. Purtroppo tale talento viene mortificato e perduto in sede di doppiaggio, chiaramente non è l’unico a subire un torto del genere, spesso i risultati del doppiaggio sono “molto deludenti”. Cage attualmente è uno degli attori più pagati, guadagnando anche venti milioni di dollari per una partecipazione da protagonista. In questi giorni è nelle sale con “Segnali dal futuro”, diretto dal bravo Alex Proyas. Ma sono davvero tantissimi i grandi autori che lo hanno voluto accanto nelle loro produzioni; lo hanno diretto i fratelli Coen in “Arizona Junior”, David Lynch in “Cuore selvaggio”, Francis Ford Coppola in “Rusty il selvaggio”.

C’è anche chi forse ha dimenticato che Cage ha vinto un Oscar come miglior attore protagonista in “Via da Las Vegas” del 1995. Ciò che è certo, è che il vecchio Cage è sempre lì a mettersi in gioco. Ma forse nessuno gli perdonerà mai di essere il nipote di F. F. Coppola.