La bella Nicole Grimaudo è arrivata nel mondo del cinema in maniera piuttosto casuale, quasi per gioco, infatti, partecipò ad un provino per il programma di Boncompagni “Non è la Rai”. Era il 1994, e tutto iniziò da lì.

La Grimaudo dopo aver fatto tantissima gavetta nel mondo televisivo partecipando a differenti produzioni italiane come “R.I.S” e “Medicina generale 1 e 2”, nell’ultimo periodo sembra essere divenuta oggetto del desiderio di un certo tipo di cinema autoriale, avendo preso parte alle ultime due produzioni di Özpetek ed essersi ritagliata una piccola parte in “Baaria” di Tornatore.

Dopo l’esperienza precedente maturata nella prima collaborazione con il regista di Istanbul “Un giorno perfetto”, l’attrice in “Mine vaganti” sembra essere riuscita a convincere un po’ tutti con una delle sue migliori interpretazioni di sempre. La difficoltà principale avuta dall’attrice è stata quella di doversi confrontare con un’interpretazione fatta di soli sguardi.

Le battute che la Grimaudo ha a disposizione sono davvero poche, tutto è quasi mediato dall’intensità dello sguardo è dalle azioni della protagonista che all’inizio sembrano quasi borderline, gesti senza senso di una ragazza ricca e viziata, che lentamente, durante il film, mostra la sua vera indole. Tirando un po’ le somme sull’ultimo film di Özpetek, si può dire che una delle cose più interessanti del film potrebbe proprio essere quella di aver donato una nuova consapevolezza di attrice alla brava e intensa Nicole Grimaudo.