Avrà anche protagonisti meno importanti rispetto a Silvio Berlusconi, ma il processo gemello del RubyGate, quello in cui sono accusati di sfruttamento della prostituzione minorile Nicole Minetti, Lele Mora ed Emilio Fede, sembra offrire comunque dei bei colpi di scena.

L’ultima notizia riguarda la memoria difensiva consegnata da Nicole Minetti ai magistrati. Secondo indiscrezioni, la consigliera regionale considerata l’amministratrice della dimora dell’Olgettina e la procacciatrice di molte delle ragazze portate alle cene del Premier, avrebbe sostanzialmente scaricato l’intera responsabilità su Emilio Fede e Lele Mora.

Galleria di immagini: Le ragazze de L'Olgettina

Le dodici pagine compilate dalla Minetti con l’aiuto dell’avvocato Daria Pesce, ricostruirebbero gli eventi della sera del 27 maggio 2010, quando Silvio Berlusconi le telefonò chiedendole di recarsi urgentemente presso la questura milanese, dove l’allora minorenne Ruby Rubacuori, era stata portata in seguito ad una accusa di furto.

La Minetti, eseguendo le richieste del Presidente del Consiglio, con il quale ha più volte affermato di esser stata legata sentimentalmente, si incaricò di prendere in custodia la minorenne Ruby, salvo poi affidarla nel giro di pochi minuti a Michelle Conceicao, una brasiliana che secondo gli inquirenti svolgeva attività di prostituzione.

La memoria difensiva è volta a discolparsi dall’accusa di favoreggiamento della prostituzione minorile, e in quelle pagine la Minetti spiegherebbe come non fosse suo il compito di portare ragazze ad Arcore. A occuparsi di ciò, soprattutto nel caso di Ruby, sarebbero stati Lele Mora ed Emilio Fede, i quali intrattenevano rapporti con le ragazze dei concorsi di bellezza, e i loro manager.

La notizia della consegna della memoria difensiva da parte di Nicole Minetti ha scatenato le ire di Emilio Fede, il quale ha detto:

“Ho letto una sintesi della memoria difensiva di Nicole Minetti assistita dall’avvocato Pesce. L’unico elemento mancante è che entrambe avrebbero bisogno dell’assistenza di uno psichiatra“.

Lo stesso Fede avrebbe poi proceduto a scaricare la responsabilità su Lele Mora, spiegando che Ruby giunse ad Arcore tramite il famoso manager dei VIP:

“Ruby è arrivata ad Arcore attraverso Lele Mora. Io l’ho vista in questa famosa serata in Sicilia e non l’ho mai più rivista. Poi l’ho rivista una sera ad Arcore. So che è arrivata a Milano, è stata presentata ad un impresario, che ancora non è stato interrogato. L’impresario, non convinto, l’ha mandata da Lele Mora e attraverso Lele Mora è arrivata ad Arcore. Lei dice: “È venuto a prendermi Emilio Fede…”. Non è vero, neanche per idea. È più che falso, commette un atto delinquenziale chi sostiene che io sono andato a prendere questa ragazza. Ha raccontato che sono andato a prenderla con un’auto di Mediaset con una scorta di carabinieri in divisa, cosa che non ha nessuno”.

Nicole Minetti, tramite il suo legale si è affrettata a precisare di non aver accusato nessuno:

“La memoria difensiva voleva evidenziare solo come la Minetti non avesse avuto alcun legame con Ruby senza accusare assolutamente Lele Mora ed Emilio Fede sulla cui posizione processuale non poteva neppure entrare. Nella memoria tra l’altro la difesa si è limitata a riportare alcune indagini depositate agli atti. Non si è poi fatto alcun cenno alle ragazze che stando all’accusa avrebbero frequentato Arcore. Fatti che sono tutti da provare”.

L’unica cosa che sembra confermata da questa sorta di “scarica barile” collettivo, è che qualcuno portava ragazze ad Arcore. Chi, e per fare cosa, sarà solo l’indagine ad accertarlo.