Nicoletta Mantovani, vedova del famosissimo tenore italiano Luciano Pavarotti, è una donna in vista, conosciuta da tutti, ma nello stesso tempo è una donna come tante, che condivide con gran parte della popolazione femminile una malattia ormai diffusa e comune, la sclerosi multipla.

Scende dal palcoscenico della sua vita la Mantovani, e utilizza la sua notorietà per sostenere una causa non di poca importanza: la sperimentazione in Italia del metodo di cura della SM ideato all’estero da un medico italiano, il professor Paolo Zamboni.

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Perora la causa di moltissime donne la Mantovani, e per questo motivo, diventata presidente dell’associazione CCSVI per la SM, si batte contro un sistema sanitario elefantiaco e troppo rigido quale quello italiano. Lei, come moltissime persone che da più o meno tempo lottano e convivono con questa malattia del sistema nervoso centrale, non si spiega come il Ministero della Salute italiano possa essere cosi lento e recidivo a queste innovazioni che potrebbero risollevare la vita di moltissime persone, tra cui mamme che gestiscono figli e famiglia su una sedia a rotelle.

Di recente ospite a Le Iene, la Mantovani ha fatto in modo che venisse data voce a tutti coloro i quali hanno già potuto sperimentare la nuova forma di cura sperimentata da Zamboni, in Italia purtroppo presente soltanto a Ferrara, dove lavora lo stesso Zamboni, e in partenza nelle Marche, dove anche lì i tempi sono stati prolungati. Testimonianze dirette quindi ci fanno sapere che immediatamente dopo l’operazione il paziente ha smesso di avvertire i disturbi provocati dalla malattia e a riprendere le normali funzioni articolari e cerebrali che i sintomi avevano alterato, basta guardare il video della trasmissione di Italia 1.

Forse è difficile capire per chi non vive una situazione come questa, forse non essendo una malattia che conduce a morte certa non ne viene vista l’immediata urgenza, ma perché rischiare l’invalidità completa di moltissime persone? Perché privare questi sfortunati di un barlume di speranza finora mai avuto? Si spera, perlomeno, che il coraggio e la determinazione della Mantovani, donna e mamma che rifiuta il trattamento a pagamento all’estero per dare voce alle moltissime italiane che non potrebbero permetterselo e per far smuovere la nuova terapia anche nel nostro Paese, possa portare a qualcosa di positivo nell’immediato futuro.