Adozione negata alle coppie di genitori con preferenze razziali. Vorresti un figlio, ma bianco e non di colore, cattolico e non musulmano? Allora non chiedere di adottarlo. Si può sintetizzare così il parere della Cassazione che ha confermato una sentenza che aveva coinvolto una coppia di Bologna e la sua richiesta di adozione internazionale: i due aspiranti genitori avevano avanzato una serie di preclusioni di ordine etnico-razziale e religioso nei confronti delle caratteristiche dell’ipotetico minore straniero da adottare. E i tribunali li hanno esclusi.

Troppe preclusioni (per non chiamarli pregiudizi o peggio) quelle di questa coppia, che si è trovata il tribunale dei minori della loro città contro l’ipotesi di adozione internazionale.

Alla fine, dopo una lunga battaglia, presa in carico tuttavia dalla Procura generale e non dalla coppia, la sentenza definitiva della Cassazione depositata il 28 dicembre scorso, che ha rigettato il ricorso e d’ora in avanti farà da precedente:

«La Corte di Appello aveva ritenuto che tali preclusioni denotassero un atteggiamento spaventato e difensivo, di fronte a incognite che nella adozione sono possibili, se non altamente probabili, e che invece non possono sussistere affinché possa esservi quella accettazione totale e senza riserve che è il presupposto necessario per un buon incontro adottivo.»

Con tale argomentazione attinente alla valutazione della idoneità dei genitori adottandi, la corte si è tenuta in sostanziale conformità con l’orientamento legislativo vigente, che si sta concentrando sui diritti dei minori, dopo gli ultimi scandali delle adozioni facili all’estero.

Una sentenza che farà senza dubbio discutere, ma afferma un principio importante: desiderare un figlio non significa avere il diritto di scegliere come dev’essere, dato che in natura – per fortuna – questo non è previsto.

Fonte: Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione