La bellezza paga? Se sei in cerca di lavoro e stai preparando il curriculum vitae, potrebbe avere un costo salato. Lo dice uno studio israeliano che riesce a smentire un luogo comune (i belli fanno più carriera) e a confermarne un altro: le donne sono gelose delle altre donne, soprattutto se sono avvenenti.

Meglio non rischiare e non allegare foto al curriculum vitae, sostengono Bradley Ruffle e Ze’ev Shtudiner delle università Ben Gurion del Negev e Ariel Center di Samaria, i due coordinatori della ricerca che si è guadagnata le pagine di una testata molto seria come l’Economist perché tocca una dinamica sostanziale nel mondo del lavoro. La ricerca è stata condotta grazie a una tecnica classica dell’indagine sociologica: la spedizione di documenti e la registrazione dei feedback.

Grazie alla collaborazione degli studenti delle università, i ricercatori hanno spedito 5.312 domande di lavoro e pubblicato 2.656 inserzioni su giornali e siti Web, valutando le risposte a seconda della bellezza dei candidati e il loro genere sessuale. La conclusione è stata inequivocabile: se per gli uomini il rapporto tra belli e meno belli è stato positivo, per le donne accade esattamente il contrario.

I potenziali datori di lavoro privilegiano candidati di bell’aspetto, ma se la scelta del personale spetta a una donna e sul curriculum si vede un bel viso, potete scommettere che la domanda verrà rifiutata. Lo studio ne è certo perché il 93 per cento dei selezionatori di personale in Israele è di sesso femminile. D’altra parte, c’è il riscontro: tra i candidati di sesso femminile, i curriculum senza immagine hanno avuto il più alto tasso di risposta, il 22 per cento in più delle donne di aspetto normale e il 30 per cento superiore rispetto alle donne attraenti.

È la rivalità tra donne, quella sulla quale hanno sempre puntato gli uomini, quella che il femminismo storico ha cercato di distruggere ma che in realtà è vivissimo anche nelle società più avanzate. Un gap che è stato calcolato: se un uomo di bell’aspetto deve mediamente spedire sette curriculum per ottenere un colloquio, per una bella donna è necessario spedirne undici. Il paradosso della discriminazione perché si è belle.

Soluzioni? Quella adottata nel mondo anglosassone (Gran Bretagna e Usa), dove esiste una particolare sensibilità per la discriminazione: niente foto sui CV, e in taluni casi anche niente età. Anagrafe ed estetica non possono diventare il motivo per non dare una chance a una persona.

Fonte: Economist