Si è consumata presso l’Auditorium di Napoli l’ennesima vicenda che sicuramente farà discutere e che vede protagonista una persona disabile vittima di discriminazione, come troppo spesso capita.

La vicenda che vi raccontiamo si è svolta lo scorso sabato a Napoli poco prima della messa in onda del programma di “Ti lascio una canzone” condotto da Antonella Clerici. La vittima, Mariarosaria Del Giudice, si era recata presso l’Auditorium accompagnata dalla madre al fine di prendere posto in platea per seguire dal vivo l’esibizione di uno dei suo artisti preferiti, Gigi D’Alessio, presente tra gli ospiti del programma.

All’entrata Mariarosaria, costretta a usare le stampelle in quanto affetta da spina bifida, si è però vista rifiutare l’ingresso nonostante fosse in possesso di un regolare biglietto per due persone, con una motivazione che si commenta da sola:

Sei invalida e non puoi entrare, qui abbiamo solo posti a terra.

Non c’erano più posti a sedere disponibili e così una persona disabile è stata costretta a rinunciare al diritto di assistere a una serata di svago, scatenando le proteste della madre:

Ancora una volta Napoli ha mostrato il suo volto peggiore, cattivo. Com’è possibile che sia impedito l’accesso a una persona invalida? Un arbitrio? E se non è così, come si può immaginare che in un luogo come l’auditorium Rai si diano biglietti per stare a terra.

Nelle scorse ore è tuttavia arrivata la risposta ufficiale della Rai, che si dice “dispiaciuta per l’accaduto” precisando come questo sia per lo più un fatto isolato, anche in funzione dell’impegno che l’azienda afferma di aver sempre profuso per garantire la fruizione degli spettacoli presso i propri studi a persone disabili.

La Rai ha confermato quindi l’invito per Mariarosaria, che potrà assistere alla prossima puntata di “Ti lascio una canzone” prevista per il prossimo sabato. L’incidente però non farà che inasprire le polemiche sulle piccole e grandi discriminazioni che in diversi ambiti le persone con disabilità sono costrette a subire, spesso e volentieri anche quando basterebbe poco (e un po’ di buon senso) per evitarle del tutto e far felice una di esse.