Niente jeans in ufficio, e se siete donne niente abiti occidentali. Sono «indecenti». Così recita la circolare che si sono visti arrivare i dipendenti di un ufficio pubblico nello stato indiano dell’Haryana. Nelle nuove disposizioni, gli uomini dovranno indossare pantaloni e camicia, mentre le donne dovranno indossare sari o salwar, con la dupatta (uno scialle).

Regole più restrittive, e quasi autarchiche, di altri tempi, che si scontrano con la forte occidentalizzazione dell’India e forse originano proprio da questo. Ma regole che a quanto pare dovranno essere rispettate, come spiegano i quotidiani di tutto il paese – la più popolata democrazia del pianeta – abbastanza scioccati da questa notizia.

Lo stile casual occidentale, ampiamente integrato nella società civile, era rimasto fuori dagli uffici pubblici, dove fino a qualche tempo fa era buona pratica indossare gli abiti della tradizione, in particolare i coloratissimi e splendidi sari, abiti composti da lunghi veli di tessuto senza cuciture. La comparsa delle t-shirt deve aver mandato su tutte le furie il capo del dipartimento:

«Si è notato che alcuni funzionari vengono in ufficio in jeans, T-Shirt o abiti occidentali che in qualche caso appaiono non solo stravaganti, ma violano anche il regolamento governativo.»

In India si è scatenato un dibattito che ci riporta a quelli italiani degli anni Sessanta, con le minigonne a scuola. Molti studenti universitari, e anche i dipendenti di questi uffici – in particolare le donne – stanno protestando per questo obbligo che ritengono ingiusto e soprattutto antiquato. Che significato dare, infatti, al concetto di indecente?

Il quotidiano in lingua inglese The Hindu sta intervistando da settimane favorevoli e contrari, e sull’argomento è stato scomodato persino il ministro Geeta Bhukkal, titolare sulla giustizia sociale e l’emancipazione, che ha specificato che se l’ordinanza offende per il termine “indecente” questo può essere tolto, ma resta valido l’invito a preferire il sari.

Un rigurgito nazionalista? Non proprio. Qui siamo piuttosto nei dintorni dei dress code in ambiente di lavoro, che in fondo viviamo anche noi, quasi senza accorgercene. In tutti gli ambienti vige un codice di comportamento che riguarda anche l’aspetto, compreso il lavoro. Ci sono due elementi da rispettare: il rapporto chiaro e relativamente libero tra lavoratore e ambiente di lavoro, e la coerenza.

Quest’ultima qualità sembra essere scarsa nel dipartimento sotto accusa: un dipendente – che ha voluto restare anonimo – ha già spifferato ai giornali di aver beccato i superiori, quegli stessi che hanno emanato la circolare, in comodi abiti occidentali.

Fonte: The Hindu