Sono adolescenti già delusi dalle prime relazioni, adulti che hanno subito un trauma da cui sono usciti con una svolta radicale, persone comuni che non hanno mai sentito il richiamo del sesso: sono gli asessuati italiani.

Una comunità di migliaia di persone che si candida a rappresentare l’avanguardia del mutamento antropologico dei nostri tempi come la “generazione X” lo fu negli anni Ottanta/Novanta. Avenit, la loro community, è il posto migliore dove imparare a conoscerli. Come primo passo, la definizione:

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“Un asessuale è una persona che non prova interesse per il sesso. In generale dunque, si può dire che un asessuale è colui che non prova attrazione sessuale. Contrariamente all’astensione, che è una scelta personale, l’asessualità è parte integrante di ciò che siamo.”

Questo elemento è centrale, altrimenti questi comportamenti sarebbero facile preda della psicanalisi freudiana, che considera la castità come prima e più grave forma di perversione sessuale. Loro, invece, non pretendono di derivare da questa scelta un cambiamento nelle loro vite. Le loro vite sono questa scelta, dall’origine. Almeno stando a quanto dicono.

Un elemento di “sanitarizzazione” delle relazioni però c’è, eccome: gli asessuati sono spesso convinti che levare di torno la sessualità liberi da aspettative ansiose e aiuti alla comprensione autentica dell’altro.

I no sex sono certamente il contrasto più evidente con l’iper consumo sessuale di questi anni, fatto di pornografia accessibile, di canoni estetici pubblicitari, artefatti e pompati. Un fenomeno che ha catturato l’attenzione persino del Corriere della sera, che ha pubblicato un mini reportage su di loro.

Il quadro che ne emerge è senza dubbio interessante: queste persone (circa 1.300) organizzano raduni, discutono dei più svariati argomenti, e si intuisce come in realtà non siano facilmente catalogabili e non facciano comunità forte come nel caso, ad esempio, degli omosessuali. Anche perché non sentono di avere nessuna battaglia da condurre.

Di tutte le manifestazioni di nuove sessualità, questa è quella che può lasciare più perplessi, come fosse uno spazio ancora tutto da scrivere, o un piccolo sistema solare ai margini di una galassia in cui non ci si riconosce più.

Resta una domanda: se la Natura si basa sul contatto e sulla proliferazione di tutte le specie viventi, come rendere compatibile questo stile di vita con la Vita stessa nel mondo? Le risposte possono essere due: scindere il rapporto sessuale dalla procreazione (con le tecniche artificiali), oppure scegliere l’asessualità come Pasolini esaltò negli anni Settanta l’omosessualità: come scelta etica contro la sovrappopolazione e in un certo senso per dire addio al mondo.