Lo denuncia l’associazione Medici senza frontiere, tramite un suo responsabile, El Shafii Muhammed Ahmad, e lo conferma l’ONU: l’avvelenamento in Nigeria a causa del piombo ha colpito in modo particolare i bambini, provocandone la morte di oltre 400 nel solo stato di Zamfara. Le cifre infatti, secondo il responsabile dell’associazione, potrebbero crescere in maniera esponenziale se venissero censite anche le piccole vittime di altri Stati, di cui non è stata ancora riconosciuta la causa del decesso.

L’allarme è stato dato circa sei mesi fa, quando è stato osservato un crescente numero di decessi e di malattie sempre nello stato di Zamfara, ed è stato notato che queste cifre aumentavano col passare del tempo. La causa, in base a quanto hanno riportato le indagini condotte, è stata individuata nei metalli quali piombo, rame e mercurio, che contaminano il terreno e che derivano da una grossolana estrazione dell’oro dalle miniere abbandonate.

L’ONU, intervenuta dal settembre scorso, ha rilevato che il tasso di avvelenamento era altissimo, e che, oltre ai bambini, particolarmente vulnerabili erano anche le donne incinte. A inizio anno, il totale delle vittime era salito a 18.000. Ora le Nazioni Unite hanno inviato un gruppo di esperti ad Abuja per studiare le acque e il suolo e comprendere le cause dell’avvelenamento.

Nel frattempo Save the children, l’associazione umanitaria che si batte per salvare i bambini disagiati in tutto il mondo, ha dato il via in diverse città italiane a una iniziativa di solidarietà, volta a sensibilizzare l’opinione pubblica e a catturare l’attenzione dei passanti con un palloncino rosso da non lasciar volare via, esattamente come le giovani vite di tutti quei bambini che nascono e crescono in luoghi senza acqua né cibo.