In un periodo non di certo roseo per l’economia, in cui la ricerca dei clienti rappresenta una sfida quotidiana per le attività, incredibilmente c’è chi opera nei settori del turismo e della ristorazione scegliendo di chiudere le porte ai più piccoli o alle famiglie con figli al seguito.

È quanto riportato sulle pagine del Corriere, secondo il quale ormai anche nel nostro paese sta prendendo piede il movimento No Kids, che vieta o preferisce non offrire ospitalità ai bambini fino a 14 o talvolta addirittura 18 anni.

Lanciata negli Stati Uniti da Corinne Maier con il libro “No Kid, quaranta ragioni per non avere figli”, questa particolare e discutibile tendenza sembra aver contagiato in fretta alcuni paesi del nord Europa come la Svezia, scendendo poi attraverso Germania e Svizzera fino a giungere nel Bel Paese. In Austria, ad esempio, nell’albergo Cortisen non vengono concesse camere a chi vi si reca con la prole, mentre in Inghilterra è la compagnia aerea Thomas Cook Airlines ad aver scelto di fare propria la filosofia No Kids, con la finalità di garantire la piena quiete durante i voli.

Al momento il fenomeno pare essere piuttosto circoscritto in Italia, senza espliciti divieti posti agli ingressi, ma sempre il Corriere segnala alcune attività nostrane che non nascondono la loro preferenza per gli ospiti esclusivamente adulti, come i resort Alpin Garden nella Val Gardena (provincia di Bolzano) o la Scalinatella di Capri.