I cortei pacifici sono partiti intorno alle 10 della mattina, appena due ore dopo nella Val di Susa c’era solo violenza. Il gruppo ormai tristemente noto come “black block”, aveva trasformato in guerriglia una protesta fino a quel momento pacifica e festosa.

Bandiere, palloncini e famiglie hanno dovuto cedere il posto a sassi, lacrimogeni e alle cariche degli agenti in tenuta anti-sommossa. Il bilancio al termine degli scontri è pesante. I feriti sono circa 200, tra questi almeno 130 poliziotti, quasi 40 carabinieri, 15 agenti della finanza oltre ad alcuni dirigenti e funzionari di Polizia. Feriti anche alcuni manifestanti, mentre sarebbero 5 fino ad ora gli arrestati.

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Il gruppo di violenti era composto da un migliaio di unità attrezzate di tutto punto, con a disposizione caschi, scudi in plexiglass e persino maschere antigas. In loro possesso anche bombe carta e sassi, da scagliare con i circa 800 uomini delle forze dell’ordine posti a difesa del contestatissimo cantiere Tav.

Costretta ai margini di tutto questo la vera protesta, quella pacifica, con bambini e famiglie fuggiti per evitare di rimanere coinvolti negli scontri. In mezzo a tutto questo Beppe Grillo, che verso l’ora di pranzo arriva e inizia una sua personale arringa. Le sue parole incendiano ancora di più i già surriscaldati animi, anziché cercare di placare le violenze che ancora imperversano poche centinaia di metri più in là, definisce i violenti come degli “eroi”.

Non solo applausi, ma anche molti fischi e qualche insulto per lui. Duro il Partito Democratico con Pierluigi Bersani e Piero Fassino, che condannano fermamente l’intervento di Grillo. Secondo il leader Pd:

“Queste dichiarazioni sono inaccettabili. Qui non si tratta più di come si fa una ferrovia ma di come ci si comporta in una democrazia”.

Il neo sindaco di Torino Fassino, originario di Avigliana, è ancora più critico:

“Non è tollerabile che la Val di Susa venga presa in ostaggio da gruppi di violenti che hanno militarizzato la protesta e teorizzano la guerra civile”.