La protesta contro l’Alta Velocità nella Val di Susa prosegue, non senza duri scontri tra le forze dell’ordine e alcuni manifestanti particolarmente violenti. Non è solo questo però quanto è avvenuto nella “calda” giornata di ieri. Ben tre sono stati i cortei pacifici: in testa donne e bambini, oltre ai 23 sindaci dei comuni interessati dalla Tav.

La marcia dei non violenti era iniziata intorno alle 10 della mattina di ieri. Quando i cortei hanno avuto inizio l’atmosfera era festosa: cori, bandiere, una bella giornata di sole e tante famiglie della zona. Tutti insieme per ribadire che devono essere loro a decidere del futuro della valle. Aprivano le manifestazioni alcuni bambini, che reggevano uno striscione con su scritto:

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“La Valle è nelle nostre mani”.

Un primo corteo partiva da Giaglione, un altro da Chiamonte e diretto a Ramats, mentre quello al quale partecipavano i primi cittadini della zona partiva proprio da Exilles, diretto verso il campo sportivo. Lì la folla pacifica dei manifestanti è rimasta attonita a guardare quanto avveniva nei pressi del cantiere, una violenza che niente aveva a che fare con la protesta vera e propria.

Una giornata tranquilla, guastata dal solito ristretto gruppo di violenti. Violenze con le quali il comitato No Tav dovrà necessariamente fare i conti. Quanto accaduto ha irrigidito ancora di più le posizioni delle istituzioni, in particolare quella dell’assessore regionale ai trasporti, Barbara Bonino:

“Il movimento No Tav esce sconfitto dalla violenza divampata durante la manifestazione: dopo questi fatti di assoluta gravità non ci può essere più dialogo con i portatori di pericolosa doppiezza”.