Tre cortei No Tav si sono svolti oggi in Val di Susa. Due di essi, partiti da Giaglione e Chiomonte, si sono diretti al cantiere dell’alta velocità sito proprio a Chiomonte, con l’obiettivo di accerchiarlo e forzare le recinzioni.

Un altro corteo, partito da Susa, si è diretto verso l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia per occuparla con tende e accampamenti; in questo corteo è alta la presenza di famiglie e bambini che compongono i No Tav della Val di Susa. Sono stati innalzati gazebi e barricate, e i bambini hanno improvvisato giochi e partite di calcio sulla carreggiata bloccata: l’intenzione è quella di rimanere tutta la notte e dare vita ad una “notte bianca No-Tav“.

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Nella manifestazione formata dai due cortei giunti al cantiere, sono confluite diverse realtà della zona, unite dalla protesta contro la Torino-Lione; tra loro anche gli studenti medi provenienti soprattutto da Torino. Dal primo pomeriggio sono cominciati tafferugli che le forze dell’ordine hanno tentato di sedare con idranti e lacrimogeni, che hanno causato un principio di incendio nei boschi intorno al cantiere. Gli scontri sono ancora in corso, e si registrano diversi feriti tra cui un minorenne.

La data dell’8 dicembre è stata scelta per celebrare l’anniversario della “liberazione di Venaus” del 2005, in cui i No-Tav riuscirono a bloccare il cantiere dell’alta velocità. Quella di oggi dovrebbe essere la prima di quattro giornate di protesta in ricordo di quegli avvenimenti. Il bilancio della giornata sarà pesante ed è tutta da vedere la risposta del governo di Mario Monti, cui nei giorni scorsi i No-Tav avevano indirizzato una lettera per esporre le ragioni della protesta e sperare in un dialogo con il nuovo esecutivo.

Fonte: Corriere della Sera