Si erano dati appuntamento oggi a Chiomonte, in Val di Susa, per protestate contro la recente presa di posizione del governo attuata con la forza. L’appello lanciato in rete, passato attraverso blog, giornali e Facebook, è stato raccolto con forza da più di 50,000 persone che hanno preso d’assedio il cantiere della Torino-Lione. Un lungo serpentone di manifestanti ha bloccato i lavori e costretto la polizia a mettere in sicurezza gli operai.

Gli scontri stanno lentamente assumendo i contorni dell’esasperazione, ai lanci di sassi, petardi e bombe carta la polizia risponde con i lacrimogeni. In campo sono scesi anche i famigerati black block, di non ben chiara provenienza.

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Da questa mattina la rappresaglia si sta facendo sempre più dura, cresce di ora in ora confondendo ruoli e azioni. Un via vai di ambulanze e feriti rende l’idea della durezza degli scontri. A incendiare gli animi le parole di Beppe Grillo, da sempre sostenitore della causa No-Tav, che ha così commentato:

“Siamo ormai in una dittatura di fatto, ed è cominciata una sorta di guerra civile. State facendo una rivoluzione straordinaria, siete tutti eroi, le campane suonano per tutta l’Italia che ci sta guardando attraverso la rete. La Torino-Lione è la più grande truffa del secolo pensare di fare viaggiare le merci a 300 all’ora è roba da anni Settanta, il futuro è fare viaggiare meno le merci, è il regionalismo.”

Beppe Grillo, che aveva confermato la sua presenza subito dopo i fatti accaduti qualche giorno fa, ha rilanciato aspramente sottolineando la brutalità della violenza rivolta nei confronti di anziani e bambini. Persone normali che stanno manifestando pacificamente per la salvezza della valle, ma che sono state travolte da manganelli e lacrimogeni.

E sui black block, tristemente famosi per il G8 di Genova del 2001, aggiunge:

“Le prove generali erano state fatte già nel 2001 al G8 di Genova alla scuola Diaz. Hanno preso i cacciatori dell’Aspromonte dei carabinieri da mettere in valle per cacciare i black block. Black block che si riconoscono perché hanno un chiaro accento valsusino. Io sono qua per testimoniare per le persone che non sono potute venire, oramai i nostri referenti sono i poliziotti antisommossa, li vediamo a Parma a respingere i manifestanti che pacifici assediavano il comune dopo la retata di dirigenti comunali per corruzione e li vediamo qua oggi”.

I partiti politici, quasi del tutto assenti in Val di Susa, si muovono in modo confuso. Se Pier Ferdinando Casini dichiara eroi i poliziotti e gli operai, condannando i manifestati, il PD prende le distanze dagli atti violenti condannandoli.