Per la prima volta, su tre candidati vincenti, due sono donne americane. Le loro ricerche sull’invecchiamento del DNA e la prevenzione, sono state premiate. Elizabeth Blackburn e Carol Greider, affiancando il collega Jack Szostak, toccano per la prima volta con mano l’ambito premio Nobel. Una data da ricordare, ieri 5 ottobre 2009.

Il lieto annuncio è stato dato questa mattina, durante la conferenza stampa, dall’Istituto Karolinska di Stoccolma (Svezia), e andato già in onda online sul sito NobelPrize.

La Dott.ssa Blackburn (studiosa dell’Università Melbourne e Cambridge) ha seguito il percorso e ha raggiunto tale traguardo con la compagnia della fedele allieva Grieder, spartendosi assieme al Dott. Szostack quasi 1 milione di euro. Tutti e tre i ricercatori sono rinomati studiosi e professori tra le più importanti Università degli Stati Uniti.

La loro scoperta è fondamentale, in quanto porterà nei prossimi anni nuovi metodi di ricerca contro i tumori e di conseguenza nuove frontiere di cura.

Il prof. Bruno Dallapiccola, docente di Medicina Genetica nell’Istituto La Sapienza di Roma, ha così giudicato le incredibili ricerche americane riguardo il meccanismo di invecchiamento delle cellule. I telomeri (protezione dei cromosomi), col tempo invecchiano e lasciano così parti di cellule senza protezione e più esposte agli attacchi maligni di virus e malattie. A tale scopo i dottori americani hanno studiato una terapia contro l’invecchiamento normale e precoce, onde evitare la comparsa di cellule tumorali, specialmente nei soggetti più a rischio.

I tumori, così, in un futuro ormai prossimo, si potranno combattere meglio di oggi. Sarà effettivamente così oppure avremo bisogno di altre ricerche? Solo con il tempo si potrà valutare una risposta a questa domanda.