Dopo l’acclamato debutto della 73° Mostra del Cinema di Venezia con la proiezione di La La Land di Damien Chazelle, con Ryan Gosling ed Emma Stone, l’altro film in concorso che ha conquistato la critica è senz’altro Nocturnal Animals di Tom Ford. Lo stilista è tornato dietro la macchina da presa per la seconda volta dopo il successo di A single Man, anch’esso presentato al Lido nel 2009.

Anche questa volta Tom Ford non ha deluso grazie a un cast fantastico –  tra cui Amy Adams, Jake Gyllenhall, Aaron Taylor-Johnson e Michael Shannon – e a una sceneggiatura ben fatta e intrigante, che calibra perfettamente tinte dark e thriller a una storia d’amore sofisticata e brutale, romantica e dolorosa allo stesso tempo.

La protagonista della pellicola è Susan (Amy Adams), una gallerista d’arte contemporanea che vive una vita abbiente (ma forse non proprio perfetta) con il marito Hutton (Armie Hammer). Un giorno riceve un romanzo dal suo ex marito Edward (Jake Gyllenhall), intitolato Nocturnal Animals e dedicato proprio a Susan. La donna inizia a leggere il libro – un thriller violento ambientato nel deserto del Texas – durante la notte, come “un animale notturno”: più va avanti nel racconto di perdita e ricerca della redenzione del protagonista, più Susan si ritrova a riflettere sulla storia d’amore con Edward e sul modo in cui lo ha abbandonato e fatto soffrire.

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Nocturnal Animals uscirà nelle sale (almeno in quelle americane) il 18 novembre 2016: nel frattempo, ecco 5 curiosità da conoscere sul nuovo film di Tom Ford.

  1. Adattamento. Nocturnal Animals si basa su un romanzo, dal titolo Tony and Susan, scritto da Austin Wright nel 1993. Tom Ford, che ha scritto la sceneggiatura oltre a dirigere la pellicola, si è discostato però un po’ dall’originale, interpretandolo a modo suo e aggiungendovi elementi nati dalla sua creatività. “Io sono cresciuto in Texas. Come Edward non ero un simbolo della mascolinità ma un essere sensibile”, ha dichiarato lo stilista, “Susan è vittima della sua cultura. Il romanzo che legge le spiega qual è stato il dolore di Edward”. Tom Ford, inoltre, aveva pensato inizialmente di creare due film ispirati al romanzo di Wright, progetto poi non andato in porto.
  2. Attori. Il cast è stellare, ma altri attori altrettanto famosi erano stati presi in considerazione per il film. Per il ruolo andato a Aaron Taylor-Johnson, ad esempio, era stato considerato anche Joaquin Phoenix, mentre Laura Linney ha rimpiazzato Kim Basinger. Inizialmente, era stato ingaggiato anche George Clooney, che però ha poi deciso di tirarsi indietro.
  3. Costo. Nocturnal Animals ha già raggiunto un record. La Focus Features ha infatti acquistato i diritti di distribuzione della pellicola a livello internazionale per 20 milioni di dollari, dopo una serie di rilanci con Universal Pictures, durante il Festival di Cannes 2015: è la cifra più alta mai pagata per un film presentato a un festival.
  4. Scena iniziale. La pellicola si apre con una sequenza boteriana. Su un palco rosso rubino, appaiono donne nude di taglia extralarge e piuttosto mature: le figure si muovono in su e in giù, le forme sobbalzano, mentre i loro volti sono truccati in malo modo e ornati con cappelli da majorette. Il motivo di questa scena? “Volevo ambientare la storia nel mondo contemporaneo – un mondo troppo nutrito – ed enfatizzarne l’esasperazione, oltre a catturare l’attenzione del pubblico”, ha spiegato Tom Ford a Panorama.
  5. Messaggio. “Sono un regista vecchio stile, penso debba esserci sempre un messaggio nei film. Bisogna ripensare al film quando si esce dalla sala, bisogna continuare a riflettere: questo è lo scopo”, ha dichiarato Tom Ford. E in questo caso Nocturnal Animals invita a prendere coscienza della nostra dipendenza dalla cultura all’insegna dell’”usa e getta” del mondo contemporaneo, da modelli imposti e stili di vita che ci ingabbiano, ma anche sul modi di amare e concepire l’amore. “C’è una metafora di dolore contro lo sfondo della quotidianità. C’è la metafora del lasciare qualcosa, non lottare per lei, pensare di essere vulnerabile, misto a un senso di rabbia. Edward non lotta per questo amore”, ha spiegato Jake Gyllehaal parlando del suo personaggio. “Ma non è un film sulla vendetta. È un’espressione d’amore. Sulla possibilità di amarsi avuta e poi buttata”.