Per Ruth Flower, conosciuta come Mamy Rock, la frase “Non è mai troppo tardi” è stata profetica: alla veneranda età, ma rispettabilissima, di 70 anni è diventata una delle DJ professioniste più quotate.

Inglese di nascita, precisamente di Bristol, diventa deejay quasi per caso; ormai in pensione, e nonna 65enne felice, una sera prende parte alla festa di compleanno del nipote tenutasi in un club. Luci, musica, colori e pubblico affascinano la dinamica Ruth e con il nipote scherza ipotizzando un futuro nel campo della musica, ma nel ruolo di DJ.

Il passo è rapido e in un lampo Ruth si trasforma in Mamy Rock, grazie anche all’intuizione e supporto di un giovane produttore francese, Aurelien Simon.

I primi passi durante il Film Festival di Cannes nella splendida cornice di Villa Murano, e in breve tempo i maggiori club d’Europa la reclamano come deejay.

Il buttafuori, la mia prima volta nelle discoteche di oggi per il compleanno di mio nipote, non voleva farmi entrare: ero ben più anziana della clientela abituale, ma una volta all’interno del club non mi sono mai divertita tanto. Ho pensato: “Hey, ma io voglio fare la dj!”. Mio marito era morto, io ero in pensione, avevo tempo a disposizione, quindi perché non provare?

Con un passato da cantante professionista di canzoni classiche e religiose, ieri sera, per l’evento di Adidas Originals “Celebrate Originality on the street” in collaborazione con L’Istituto Maragoni, ha animato il party esclusivo “IM75, SO WHAT?“, la festa che l’Istituto ha organizzato per il suo 75° Anniversario presso i Magazzini Generali di Milano.

Eccentrica, ma dallo stile glam e affascinante, dinamica e carismatica, ne ha approfittato per lanciare il suo nuovo Ep, “Still Rocking”, mescolando in console musica techno ed elettronica con remix di musica old school, quali Queen e James Brown.