Nonostante le tante conquiste delle donne, la discriminazione sul lavoro esiste ancora e troppo spesso si manifesta in maniera subdola: questa volta a portarne testimonianza ha pensato Paola Filippini che, dal suo profilo Facebook, ha lanciato indignata un messaggio di protesta dopo aver subito l’ennesimo comportamento discriminatorio ad un colloquio di lavoro.

La ragazza ventottenne è un’aspirante fotografa ma, nel frattempo, sta cercando un impiego come hostess in alloggi turistici. Di colloqui ne aveva fatti già tanti notando che la domanda principale a cui puntavano i datori riguardava non le competenze o l’esperienza sul campo, ma il suo stato civile e il suo essere mamma o meno. Insomma, domande della sua vita privata che hanno cominciato ad infastidire Paola tanto che, durante l’ultimo colloquio, la ragazza ha rifiutato categoricamente di dare quelle informazioni. La reazione del datore di lavoro è stata repentina:

Allora ti puoi anche accomodare fuori, per me il colloquio finisce qui […]. Devo sapere se sei sposata e se hai figli, perché questo determina la tua disponibilità lavorativa.

Una giustificazione che proprio non è andata giù alla Filippini la quale non ha perso un attimo per pubblicizzare la sua avventura su Facebook, lanciando accuse pesanti contro un un fantomatico Dott. M.M.:

Prova a pensare per un momento come può sentirsi una donna, quando le viene fatta una domanda del genere. È offensivo, è bruttissimo, è una VIOLENZA. Perchè non importa se hai studiato, se hai lavorato tanti anni, se hai fatto gavetta, se hai un bel C.v. Importa se hai figli. Perché se li hai, è meglio che tu stia a casa ad allattarli.

Paola ha, quindi, perso un’opportunità lavorativa ma questo a lei non importa in quanto ha salvato con coraggio la sua dignità, comportamento che dovrebbero assumere tutte le donne per combattere quel maschilismo che è ancora diffuso in molti posti di lavoro:

Perché le donne devono sapere che non si devono mai abbassare a queste offese, e gli uomini devono sapere che esistono tanti uomini di merda a questo mondo. Proprio ieri ne parlavo con alcuni colleghi, fatalità oggi mi è successo, di nuovo. Ho perso la possibilità di un lavoro, ma non mi importa niente. Ho salvato la mia dignità, ho mantenuto la mia privacy.