Molti di voi diranno: “Ci voleva uno studio per affermarlo?”. E avete ragione. E’ chiaro da secoli che i nonni sono indispensabili nella vita di un bambino, nella sua crescita, educazione, formazione. Dai nostri nonni abbiamo imparato di tutto: a vivere e mangiare; a fare sport e a costruirci sane e durature amicizie. Da loro abbiamo conosciuto la storia del nostro Paese.

Ma spesso ci dimentichiamo che i nonni sono anche indispensabili nel dialogo tra genitori e figli. Per questo in Australia si è voluto che i nonni partecipassero ad un progetto di formazione incentrato sulla comunicazione positiva che aiuta i nipoti e i loro genitori a sanare rapporti difficili.

Lo studio “Grandparent Triple P”, che ha coinvolto 28 nonni di bimbi fra i 2 e i 9 anni, è stato promosso dall’università del Queensland e pubblicato sul Behavior Research and Therapy Journal.

Gli anziani, in media sessantenni, hanno seguito il corso condotto dagli psicologi dell’università per 9 settimane. Le sessioni sono state dedicate al come aiutare i bambini ad esprimere le loro emozioni, incluse l’ansia, lo stress e la collera, secondo tecniche semplici impiegate dagli psicoterapeuti.

“I nonni si occupano sempre più spesso dei bambini in Australia, seguendoli in media almeno 10-12 ore la settimana. Il trend è simile in molti altri paesi occidentali – spiega Kirby James Nicholas, della scuola di psicologia dell’università del Queensland -. I risultati del nostro test dimostrano che i nonni possono trovare le strategie utili per promuovere comportamenti positivi e apportare evidenti miglioramenti nei rapporti conflittuali fra genitori e figli”.