Quando abbiamo un bambino l’idea di lasciarlo alle cure di qualcuno, soprattutto nei primi mesi, non ci sfiora nemmeno. Ma talvolta questa diventa un’esigenza, soprattuto prima che il piccolo abbia l’età giusta per andare alla scuola dell’infanzia.

Quando dobbiamo tornare al lavoro, oppure andare in trasferta o per un qualsiasi altro motivo non possiamo occuparcene direttamente, e diventa fondamentale vagliare con pazienza tutte le alternative. Spesso questa scelta è motivo di litigio di coppia, perché c’è chi propende per i propri genitori, chi per i suoceri, chi per l’asilo nido e chi ancora per una tata a tempo pieno o per una baby sitter. Quale sarà la scelta migliore? Vediamo allora quali possono essere i lati positivi e negativi di ciascuna alternativa.

I nonni (che siano paterni o materni) sono senza dubbio il rifugio preferito dai nipotini. Coccole, affetto, dolcetti a ogni ora e amore incondizionato sono di casa dai nonni. Perfetti per i bimbi molto piccoli o per i bimbi che magari in uqesto modo potrebbero giocare con gli altri fratelli o con eventuali cuginetti, perché è bene che i bimbi stiano in mezzo ai loro coetanei.

Il continuo confronto li aiuta a sviluppare le capacità cognitive, a socializzare e a essere più indipendenti. Attenzione, però, anche i nonni potrebbero viziare i piccoli. Mettete in chiaro subito che tipo di educazione volete per i vostri figli, che abitudini alimentari hanno, quando possono guardare la tv, mangiare dolcetti o fare il riposino, e che volete che la vostra volontà sia rispettata.

Da considerate l’aspetto economico: dai nonni non sono previste tasse d’iscrizione o ticket per la mensa! Infine nessun problema di inserimento o di sensazione di abbandono: se il bambino conosce i nonni non avrà problemi a passare del tempo con loro quando i genitori non ci sono.

Una baby sitter è una persona fidata a cui affidiamo il bambino in alcune ore del giorno, che per definizione ha un orario flessibile e spesso aiuta il bambino con i compiti, lo recupera a scuola, lo accompagna alle attività sportive e altro. Di regola la baby sitter cura il nostro bambino a casa perciò anche in questo caso il piccolo non avrà problemi di inserimento, anche se con una persona sconosciuta qualche giorno di assestamento ci vorrà. Dal punto di vista economico bisognerà valutare la richiesta della diretta interessata e l’eventuale disponibilità: ricordate tuttavia che anche in questo caso potrebbe verificarsi un certo scombussolamento, poiché gli orari non sarebbero costanti ogni giorno.

Una tata o ragazza alla pari è una soluzione più duratura e ovviamente più costosa. Nel caso scegliate una tata godrete dell’assistenza di una persona formata per curare il bambino, per accudirlo ed educarlo, una persona a cui il piccolo si abituerà e considererà presto come una di famiglia. Dopo il successo delle trasmissioni televisive con protagoniste le tate, sono fiorite in tutta Italia agenzie e associazioni che mettono in contatto con tate professioniste, educatrici specializzate che sapranno rispondere ale vostre più particlari esigenze.

Per quanto riguarda invece una ragazza alla pari esistono agenzie apposite: considerate in questo caso che il bambino si abituerà a una persona che potrebbe restare con voi per qualche mese (a meno di accordi diversi). Dal punto di vista economico dovrete pensare a vitto, alloggio e a un minimo rimborso, ma il lato positivo sarà che il vostro bimbo imparerà una lingua straniera fin dai primi anni di vita quando l’apprendimento è ai massimi livelli.

L’asilo nido, infine, è certamente il luogo più adatto per la socializzazione dei bambini. Qui i piccoli godranno dell’assistenza professionale di educatrici specializzate e saranno inseriti in un ambiente perfetto per loro, tra altri bimbi con cui da subito si instaurerà un rapporto di gioco fondamentale per il loro sviluppo cognitivo e sociale. L’asilo nido è la soluzione migliore per i genitori che hanno un orario di lavoro fisso (che potrebbe coincidere proprio con quello in cui i piccoli sono lì) ma da considerare c’è l’aspetto economico.

Si sente spesso parlare dell’emergenza asili nido, i cui posti disponibili sono sempre troppo pochi rispetto alle esigenze dei genitori che lavorando. Gli asili nido pubblici non sono molti e spesso quelli privati hanno dei costi proibitivi. Nei primi mesi i problemi maggiori potrebbero essere l’inserimento (sono previsti alcuni giorni di affiancamento con la mamma, o con il papà, che deve quindi tenersi libero) e le assenze: è risaputo che gli asili sono spesso i luoghi dove i piccoli prendono le prime malattie (nulla di grave di solito raffreddori e simili, ma anche in questo caso attenzione perché al primo sintomo l’asilo chiama per andare a riprendere il bambino).

Importante infine essere decisi e non cambaire idea. Nonostante i capricci e i possibili vizi i bambini necessitano di abitudini regolari, perciò se scegliete l’asilo nido evitate al primo piagnisteo di far accorrere i nonni.