Se il contribuente non ha presentato la Dichiarazione Ici nei tempi stabiliti, i Comuni hanno 5 anni per accertare la violazione.

Così una sentenza della Cassazione, in base alla quale il Comune ha cinque anni per accertare l’omessa denuncia. Pertanto, per accertare la violazione fiscale commessa in materia di Ici, ora sostituita dall’Imu, il Comune ha cinque anni di tempo per procedere agli accertamenti, e non tre come di norma previsto.

Poiché in materia fiscale l’omessa denuncia da parte del contribuente delle variazioni Ici si considera una mancata collaborazione del contribuente, l’Ente ha più tempo per applicare le sanzioni di legge.

Così ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 15235 con rifermento all’articolo 11, comma 2, ultima parte del Dlgs n. 504 del 1992 e dello stesso decreto. La sentenza è basata sul presupposto che la mancata presentazione della Comunicazione Ici in caso di variazione indica una violazione anche nel caso che il Comune sia venuto per vie diverse a conoscenza delle modifiche apportate all’immobile da dichiarare (articolo 10, comma 4 dello stesso decreto).

Più precisamente, l’articolo 11, comma 2, del Dlgs n. 504 del 1992 stabilisce che l’avviso di accertamento debba essere notificato al contribuente entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui la dichiarazione è stata presentata, ma nel caso di omessa presentazione per l’avviso di accertamento c’è tempo fino al quinto anno successivo.

Per i casi in cui le dichiarazioni Ici non dovevano essere presentate la data di riferimento è quella in cui doveva essere eseguito il versamento dell’imposta.