Quanti piccoli e grandi accorgimenti servono per il ”buon vivere” di un bambino! Dall’alimentazione alla salute alla sua sicurezza in casa e fuori. Ma affrontiamo ogni cosa con calma, perché non tutto è problema, ma è solo normale routine quotidiana dalla nascita alla crescita allo sviluppo del bambino e forse, anzi certamente, anche dell’uomo che sarà. Perché mamme si rimane per sempre. Anche quando lui sarà a sua volta papà…o mamma.

Cominciamo dall’alimentazione. Come scegliere l’alimento giusto? Il primo consiglio è quello di provvedere tu stessa alla preparazione delle pappe del tuo bambino, ma se per vari motivi sei costretta a ricorrere alle pappe già pronte, cerca di evitare i prodotti di scarsa qualità. Controlla sempre quello che è scritto sulla confezione e non comprare mai prodotti privi di indicazioni. Quelli biologici provengono da sementi ”non OGM” e non sono stati trattati con fertilizzanti chimici o pesticidi in ogni fase di produzione, durante al coltivazione, lo stoccaggio, la raccolta e la trasformazione.

”Agricoltura biologica”: si possono definire tali tutti i prodotti che contengono almeno il 95% degli ingredienti provenienti da agricoltura biologica.

Da ”Agricoltura biologica” indicano i prodotti composti dal 75 al 95% degli ingredienti provenienti da agricoltura biologica. La preposizione ”DA” indica che il prodotto ha un grado di purezza meno elevato della sigla precedente. Evitare altre sigle come ”Oasi ecologica” oppure ”Da filiera controllata”, che non garantiscono in alcun modo che il prodotto sia biologico. Inoltre sulle confezioni del latte, anche quello di soia, deve essere presente il codice 500/94. In tutti gli altri prodotti per l’infanzia deve trovarsi il codice 128/99.

Ora parliamo di salute e…di farmaci. Uno studio neozelandese sostiene che i bambini ai quali vengono somministrati, prima dei 15 mesi, farmaci a base di paracetamolo, notoriamente antidolorifico e antinfiammatorio, hanno il triplo delle possibilità di soffrire d’asma verso i sei anni. La notizia non è del tutto chiara. Tuttavia la ricerca ha evidenziato la correlazione fra infezioni polmonari e consumo di paracetamolo. E i ricercatori sottolineano l’estrema facilità con cui spesso il paracetamolo viene somministrato ai bambini piccoli. Basta qualche lineetta di febbre ed ecco che si somministra al bambino un farmaco con questo principio attivo. Tuttavia sono in corso molti studi per appurarne gli effetti, ma nessun risultato è ancora certo.

Allora cosa fare? Considera che la febbre è una risposta normale ad un’infezione e serve all’organismo per difendersi da virus e batteri. L’aumento della temperatura corporea, infatti, impedisce alla maggior parte dei microbi di moltiplicarsi. La presenza di febbre non indica necessità di farmaci, lo è invece il disagio che la febbre può provocare come il forte mal di testa e i dolori muscolari. Nel caso sia necessario il trattamento farmacologico, rispetta scrupolosamente il dosaggio indicato dal pediatra e non somministrare farmaci senza averlo prima consultato.