Abbiamo già detto che avere un bambino comporta molte attenzioni alla sua sicurezza, sia nell’ambiente domestico sia quando si va fuori anche solo per una passeggiata o per un breve viaggetto. A proposito di viaggi: è risaputo che quando si va in auto è indispensabile l’apposito seggiolino se c’è un bambino a bordo. Purtroppo, secondo una recente indagine, un italiano su sei non lo usa, anche se il codice della strada lo rende obbligatorio.

Moltissime le campagne per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento. Una di questa aveva uno slogan allarmante: ”Bimbo siluro? Bimbo sicuro!”. Comunque, l’Italia è ai primi posti in Europa nella classifica degli incidenti stradali che coinvolgono i bambini fra i 5 e i 14 anni. Noi continuiamo a consigliare vivamente l’uso del seggiolino auto: anche se si tratta di percorrere pochi chilometri, è importante che il piccolo sia tenuto il più al sicuro possibile all’interno dell’auto e che, in caso di incidente, sia tutelato al massimo.

Dunque, criteri di sicurezza quando si porta fuori il bambino. Ma anche in casa ci sono rischi che potrebbero comprometterne la salute fisica e anche psicologica. Ad esempio, secondo un ricerca i ragazzi trascorrono 44 ore alla settimana davanti a TV, computer, videogiochi e in media si allontanano da casa nove volte in meno rispetto ad un ragazzo di trent’anni fa. Queste abitudini, secondo un ricercatore americano, Richard Louv, possono causare una patologia che si chiama ”Nature Deficit disorder”, letteralmente ”sindrome da deficit di natura”.

Si tratta di un disturbo causato dal progressivo distacco dalla natura, che riguarda soprattutto i piccoli ed è causato dalla carenza di contatto con gli ambienti naturali. Le ricerche di Louv dimostrano che anche la minima esposizione all’ambiente naturale riduce in maniera significativa i sintomi di questa sindrome. Giocare in mezzo al verde trasmette un senso di pace, migliora la capacità di autocontrollo e riduce ansia e stress.

Un’ultima informazione in tema di equilibrio fra lavoro, soldi, casa, vita e bambino. Se una mamma lavora a chi può affidare con fiducia il suo bambino? Le soluzioni sono diverse. Al primo posto vengono i nonni: forse c’è qualche divergenza di opinioni sull’educazione del bambino, ma una cosa è sicura: i nonni riescono sempre a stabilire un rapporto bellissimo e insostituibile con il bambino perché le loro attenzioni partono dall’amore e…dall’esperienza.

Alternative possibili. Se si desidera far crescere il bambino in ambiente domestico, oggi sono disponibili baby sitter di gruppo, ovvero persone specializzate e certificate che insieme seguono i bambini in ambiente domestico naturalmente idoneo alla crescita di un bambino. È una buona scelta, che di solito i bambini vivono serenamente. Ci sono poi gli asili nido: alcuni sono aperti tutto l’anno e sono ideali per chi chi è costretto a lavorare e a rinunciare alle vacanze. E infine la tata, che di solito è diplomata: è la scelta più economica, anche se bisogna pagarle contributi e assicurazione. La tata vive in casa insieme al bambino e ai suoi genitori, che in tal modo hanno il vantaggio di controllare i suoi metodi educativi.