È di nuovo critica la situazione nella centrale nucleare di Fukushima. Per la seconda volta le barre di combustibile presenti all’interno del reattore due sono rimaste completamente esposte, causando il surriscaldamento e il conseguente innesco del processo di fusione del nucleo del reattore numero 2.

La notizia riportata dalla Tepco, società che gestisce l’impianto, non è la prima di questo tipo. Infatti le barre erano già rimaste a contatto con l’aria a causa di un mancato funzionamento di una delle antincendio che, rimasta a corto di carburante, ha interrotto l’afflusso di acqua di mare che fino a quel momento aveva tenuto sotto controllo la temperatura del reattore. Dopo due ore e mezzo il sistema di raffreddamento era rientrato in funzione e l’acqua era di nuovo tornata a coprire le barre per 30 centimetri.

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La società, al momento in apprensione per la possibile esplosione del reattore 2 dopo quelle dei reattori 1 e 3, sta comunque tentando di correre ai ripari per quanto possibile, profilando l’ipotesi di creare un buco nella struttura al fine di permettere la fuoriuscita di idrogeno mentre, al momento, ha già avviato il processo di depressurizzazione della vasca di contenimento facendo fuoriuscire parte del vapore radioattivo presente.

Mentre il Giappone chiede all’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, di inviare esperti per coadiuvare le procedure per far fronte alla crisi, l’Agenzia per la Sicurezza Nucleare nipponica assicura che non c’è alcuna possibilità di una seconda Chernobyl. Anche la Commissione Ue si è espressa a riguardo, affermando che non ci sono conseguenze immediate per gli europei, in quanto i livelli di radiazioni rilevati negli stati membri sono normali.