Domenica e lunedì andrà in onda su Rai Uno una fiction dedicata ad uno dei più conosciuti e apprezzati filosofi cristiani dell’ultimo millennio. Prodotta da Rai Fiction e Lux Vide, “Sant’Agostino” punta a bissare il successo dell’ultima co-produzione fra le due aziende, che diede i natali l’autunno scorso a Pinocchio.

Nell’arco di due serate, il film ripercorre la vita di un grande santo, convertitosi al Cristianesimo in tarda età dopo aver ascoltato le omelie di Sant’Ambrogio, autore di uno dei testi fondamentali per l’interpretazione del Cristianesimo, “Le confessioni”. Matteo Urzia, Alessandro Preziosi e Franco Nero, in ordine rigorosamente cronologico, sono i tre attori che si avvicendano nell’interpretazione del santo da giovane, da adulto, e da anziano.

Fabrizio Del Noce, figlio proprio di un filosofo cristiano e numero uno di Rai Fiction, è entusiasta del progetto portato avanti in particolare da Rai Uno, una TV basata sui contenuti di qualità e non semplicemente intrattenimento banale:

Tutte le nostre fiction, pur diversissime per genere, devono avere lo stesso elemento in comune: i contenuti. Non solo quando sono esplicitamente serie, come nel recente “Gli ultimi del paradiso”, ma anche quando sono divaganti e leggere, come “Don Matteo”.

Sant’Agostino andrà dunque a scontrarsi con due colossi dell’intrattenimento di Mediaset: Amici la domenica e il Grande Fratello lunedì. La prospettiva però non spaventa Ettore Barnabei, presidente Lux Vide:

Oggi il telespettatore non si accontenta più di banalità o di proposte narcotizzanti. Da vent’anni, e sempre con successo, la Lux propone fiction con valori di alto livello, ma coniugandole a formule di spettacolo divulgativo. Con una favola che però parla di realtà, come Pinocchio, abbiamo fatto due milioni di spettatori in più di un reality con tanto di trans, come Grande Fratello, semplicemente perché non è la realtà.

Intervistato da La Stampa, Alessandro Preziosi non ha trattenuto la soddisfazione per come sono andate le riprese. Interpretare un personaggio del genere è una sfida difficile da portare a termine, ma dà anche una enorme soddisfazione:

È il personaggio più difficile della mia carriera: un peccatore che diventa santo, un uomo ambizioso, avido di potere, affascinato dalle donne e dal sesso che a trent’anni cambia vita, si converte, accetta la fede di sua madre, diventa il capo della sua comunità, un gruppo di cristiani messi in crisi dalle frequenti eresie del momento e dal disfacimento dell’Impero romano ad opera dei barbari.