Si pensi a una delle scene più celebri e scabrose di “Eyes Wide Shut“, film pluripremiato di Stanley Kubrick, in cui si vedono numerose persone appartenenti a una setta religiosa fare sesso contemporaneamente e nello stesso luogo.

L’immagine che ci si prospetta davanti sarà molto simile a quello che succede in Nuova Guinea dove, e questa volta non per finzione, gli indigeni fanno sesso nei luoghi pubblici per tener fede a una sorta di culto religioso.

Secondo il capo della setta in questione, infatti, consumare rapporti sessuali sotto gli occhi di tutti equivale a un rito propiziatorio per l’aumento del raccolto di banane. Tale frutto è di fondamentale importanza per l’economia del Paese dell’Oceania e, perciò, non si accettano rifiuti da parte degli indigeni della zona.

Il leader può contare sulla partecipazione di uomini e donne ben contenti di avere rapporti sessuali in pubblico, ma costringe anche coloro che si rifiutano di praticare un rito tanto bizzarro e imbarazzante, addirittura minacciandoli qualora mostrino disinteresse per la prosperità del raccolto.

L’individuo a capo di questa organizzazione pseudo religiosa si è dileguato nella foresta ed è attualmente ricercato dalla polizia. Si tratta, dunque, di fede? Dove finisce la devozione e dove inizia l’esibizionismo?