Le donne che assumono la pillola anticoncezionale in una nuova formulazione hanno il doppio delle possibilità di sviluppare coaguli di sangue potenzialmente fatali, secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista medica inglese British Medical Journal.

Il tromboembolismo venoso è una condizione grave che comprende sia la trombosi venosa profonda – che sviluppa coaguli di sangue nelle gambe – che l’embolia polmonare, in cui il coagulo viaggia verso i polmoni e ostacola la respirazione. Il recente studio indica che le donne che assumono contraccettivi orali combinati con le nuove formulazioni di progesterone sono due volte più propense a sviluppare la patologia rispetto alle donne che prendono una pillola che contiene una versione precedente dell’ormone sintetico.

Per valutare i rischi delle diverse pillole anticoncezionali che contengono sia estrogeni e progesterone, la ricercatrice Yana Vinogradova dell’Università di Nottingham ha esaminato le cartelle cliniche di due grandi banche dati di pazienti del Regno Unito, confrontando le prescrizioni volte al controllo delle nascite per le donne che hanno sviluppato tromboembolismo venoso e per quelle che non hanno avuto questo problema. Escluse dalla selezione, invece, le donne che aveva recentemente subito un intervento chirurgico, avuto una gravidanza o che assumevano anticoagulanti già prima di iniziare a prendere la pillola, in quanto per queste pazienti il rischio di coaguli di sangue è già presente a prescindere dal farmaco.

Su 10.000 casi di donne con tromboembolismo, la Vinogradova ha scoperto che quelle a cui era stata prescritta una pillola anticoncezionale con le formulazioni più recenti di progesterone (desogestrel, gestodene, drospirenone e ciproterone) avevano esattamente il doppio delle possibilità di sviluppare coaguli di sangue rispetto alle donne che hanno ingerito le formulazioni di vecchia generazione con norgestimato, levonorgestrel o noretisterone.

In base a studi precedenti, era già noto il rischio leggermente più alto di coaguli di sangue, infarto e ictus nelle donne che assumono qualsiasi tipo di pillola anticoncezionale. Secondo lo studio della Vinogradova, comunque, le pillole che aumentano maggiormente il rischio di coaguli di sangue (quelle con desogestrel e ciproterone) hanno determinato solo 14 casi in più ogni 10.000 donne; le pillole associate invece al più basso tasso di tromboembolismo – appena 6 casi in più ogni 10.000 donne – hanno tra gli ingredienti levonorgestrel e norgestimato. Come ha commentato, per concludere, l’epidemiologa Julia Hippisley-Cox, tra gli autori della ricerca:

Non vi è alcuna indicazione che dovrebbe spingere le donne a interrompere o modificare il trattamento senza il consiglio del medico. Le pazienti più preoccupate possono, comunque, discutere con il proprio dottore le alternative durante l’appuntamento di controllo.