È stata presentata oggi la ricerca svolta dall’Istat sulle molestie sessuali nei confronti delle donne. Lo studio ha rivelato come ben il 50% delle intervistate sia stata vittima di molestie sessuali al lavoro e in altri ambienti, sebbene solo pochissime abbiano provveduto a sporgere regolare denuncia.

La ricerca condotta dall’Istat comprende il periodo 2008-09 in cui sono state rivolte domande, per via telefonica, a un campione di 24.388 donne di età compresa tra i 14 e i 65 anni. Circa la metà ha dichiarato di aver subito ricatti o molestie sessuali almeno una volta nel corso della vita.

Più colpite, per ovvie ragioni, le ragazze tra i 14 e i 24 anni, a seguire quelle tra i 25 e i 34. Un dato interessante è come siano preferite le laureate o diplomate.

Più di una donna su quattro ha subito molestie verbali, mentre una su 5 è stata pedinata o ha subito atti di esibizionismo o vere e proprie molestie fisiche. Le telefonate oscene stanno calando, probabilmente perché è sempre più difficile non essere rintracciate, ma continuano a colpire le donne tra i 45 e i 65. Le giovani vengono più facilmente pedinate.

La maggior parte delle molestie fisiche, ovvero i casi in cui la donna è stata avvicinata, toccata o baciata contro la sua volontà, viene perpetuata da estranei, soprattutto su mezzi di trasporto e stazioni, al mercato o in strada, con buona pace per i luoghi di lavoro. Mentre tra le persone conosciute la hit-list va agli amici, seguiti da colleghi e datori di lavoro.

Considerando invece il luogo di lavoro, meno di una donna su dieci (8,5%) ha subito ricatti o molestie sessuali, comprese le donne in cerca di occupazione. I ricatti sessuali per ottenere o mantenere il posto di lavoro tendono a essere molto frequenti e coinvolgono soprattutto le impiegate, a seguire professioni tecniche o commerciali.

Il dato che sorprende è il fatto come 4 donne su 5 non comunichino a terzi il ricatto sessuale, escludendo la denuncia alla polizia. Insomma, da un po’ si parla molto di violenza sulle donne e molestie, ma le donne stesse ancora faticano a far emergere il sottobosco di angherie quotidiane.