Nuovi scontri nella notte tra manifestanti No Tav e polizia: allo scoccare della mezzanotte 200 persone si sono presentate davanti alle due entrate del cantiere di Chiomonte.

Per lo più con volti nascosti da caschi e maschere antigas, i dimostranti hanno lanciato pietre, petardi, fumogeni e alcune bombe carta contro la polizia posta a difesa dei lavori. E tra tentativi di sradicamento delle reti e fuochi appiccati, gli eventi si sono susseguiti gettando un’ombra sulla reale provenienza dei dimostranti.

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Così lontani per aspetto e modi dai valligiani pacifici e temerari che, durante tutti questi anni, hanno dimostrato coerenza e amore nella difesa della Val di Susa.

Il risultato dell’operazione ha causato sei feriti tra le forze dell’ordine e il blocco della A32 Torino-Bardonecchia, rimasta chiusa per quasi tutta la notte. Durante la giornata di oggi sono state effettuate perquisizioni a tappeto nelle abitazioni di alcuni manifestanti, dove sono state rinvenute fionde, maschere antigas e petardi riconducibili ai gruppi autonomi. Frange estremiste pronte a difendersi contro i lanci della Polizia, di lacrimogeni e di munizioni di gomma si dice rivestite di ferro.

La situazione appare come sempre molto tesa, e proprio alla viglia della marcia No Tav che si terrà domani pomeriggio, sono ripresi i lavori della linea ad Alta Velocita’/Alta Capacita’ Terzo Valico dei Giovi. Intanto il Pd, attraverso le parole della segretaria provinciale Paola Brigantini, lancia un appello:

“a non partecipare alla manifestazione di domani per non mescolare il legittimo dissenso pacifico alle inaccettabili manifestazioni di violenza.”

Ad incalzarla anche il presidente forum Sicurezza Pd, Stefano Esposito Emanuele Fiano:

“Non è in alcun modo più tollerabile che a giorni alterni in Valle di Susa teppisti violenti attacchino il cantiere della Tav danneggiando le strutture e ferendo ogni volta i poliziotti lì inviati per permettere il regolare svolgimento dei lavori. Una situazione di questo tipo è inaccettabile per chi crede, come noi, nei principi della democrazia e della legalità. È evidente che un intero movimento, legittimamente contrario alla realizzazione della Tav, è ostaggio di questo gruppo di violenti che non ha in mente il confronto politico, ma solo l’uso della forza”.