Dopo il rifiuto da parte della Commissione Giustizia della Camera sul testo di legge contro l’omofobia proposto da Paola Concia, oggi un nuovo blitz della maggioranza ha fatto si che tutto il suo lavoro venisse annullato.

La Concia, sostenuta da Mara Carfagna e Alessandra Mussolini favorevoli alla sua proposta, aveva risposto alla prima bocciatura proponendo un nuovo testo ottenuto dalla mediazione con gli esponenti del Pdl. Basato sulla prima proposta a firma del democratico Antonello Soro, il nuovo lavoro della Concia integrava ciò che è previsto dal Trattato di Lisbona: il rifiuto a ogni tipo di discriminazione, non solo sessuale, ma anche per quanto riguarda l’età e le condizioni di disabilità. Quindi non limitando il tutto ad una proposta di legge riguardate solo l’omofobia, ma considerando la discriminazione a 360 gradi.

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Il deputato Pd aveva chiesto che la maggioranza ritirasse tutti gli emendamenti soppressivi in votazione sul testo, ma la maggioranza non ha voluto ascoltare oggi questo appello votando questi emendamenti e rendendo vano il lavoro della deputata.

Uno sgambetto che ha volutamente penalizzato il testo della Concia, favorendo quello di Soro che il 23 maggio ne prenderà il posto. Indignata dal gesto e dalla scorrettezza, Paola Concia si è dimessa oggi dall’incarico.

La capogruppo del Partito democratico, Donatella Ferranti, ha dichiarato:

“Visto che il centrodestra è contrario a un testo contro l’omofobia, tanto che hanno voluto sopprimerlo, il nuovo relatore Costa (Pdl) in aula dovrà parlare a favore dell’omofobia. La maggioranza ha vanificato volutamente tutte le aspettative di un testo condiviso. In commissione avevano anche cercato di far rinviare le votazioni di oggi per far slittare l’approdo in aula. Adesso, chiediamo al Pdl, dato che la posizione della Lega è nota, di ascoltare l’appello di Carfagna e fare un gesto concreto di mediazione”

Una decisione, quella del Pdl, che non rappresenta tutto il suo elettorato e neppure la maggioranza dei suoi esponenti. Mara Carfagna si era più volte espressa a favore del testo di Paola Concia, sostenendo che l’avrebbe votato lunedì in Aula.

La Concia, visibilmente adirata, ha ribadito:

“Mi batterò in aula affinché torni il testo che avevo proposto oggi in commissione con aggravanti per età, sesso e disabilità come prevede il Trattato di Lisbona. Io la voglio questa legge, non voglio solo fare una testimonianza. Dopodiché dovrà essere il parlamento ad assumersi la responsabilità di non far approvare questa legge andando contro anche l’appello del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.”