Per quanto riguarda il Certificato di prestazione energetica, gli Stati Membri dell’Unione Europea hanno l’obbligo di recepire nei propri regolamenti nazionali e regionali la Direttiva Comunitaria 2010/31/CE entro il 9 luglio 2012.

In base alla nuova norma, per il 2020 gli edifici devono essere tutti ad energia quasi zero, ovvero devono avere un fabbisogno energetico bassissimo e un’altissima prestazione energetica utilizzando in particolare energia da rinnovabili e riducendo al minimo l’uso di combustibili fossili, notoriamente ad alto tasso d’inquinamento.

Per l’estate, la Direttiva Europea consiglia un uso razionale degli impianti di condizionamento dell’aria che comportino consumi elevati di energia elettrica e di cercare alternative per migliorare le prestazioni termiche degli edifici durante il periodo estivo. E poiché gli edifici producono il 40% dell’energia globale europea, è urgente migliorarne la prestazione energetica, in base alle condizioni locali e climatiche e in rapporto ai costi.

L’obiettivo è quello di raggiungere l’indipendenza energetica dell’Unione Europea attraverso il potenziamento delle fonti rinnovabili. In tal modo si riuscirà a rispettare gli impegni internazionali che prevedono di mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto dei 2°C e di ridurre entro il 2020 le emissioni globali di gas a effetto serra di almeno il 20%.

La prestazione energetica di un edificio sarà attestata in un apposito certificato, il Certificato di Prestazione Energetica, che avrà la validità di dieci anni e dovrà essere rilasciato per gli edifici costruiti, venduti o dati in locazione e per gli edifici in cui una porzione di oltre 500 mq è occupata da enti pubblici e frequentata dal pubblico. La soglia di 500 mq passerà a 250 mq dopo cinque anni dall’entrata in vigore della direttiva.

Nei luoghi pubblici l’attestato di prestazione energetica deve essere affisso in un luogo che sia chiaramente visibile al pubblico; in tutti gli annunci immobiliari dovrà essere allegato l’indicatore di prestazione energetica. Sono esclusi dal calcolo della prestazione energetica gli edifici tutelati, temporanei, agricoli, residenziali utilizzati meno di 4 mesi all’anno, i luoghi di culto, i siti industriali, le officine, i fabbricati indipendenti sotto i 50 mq.

Per un equilibrio ottimale tra costi iniziali e risparmi a lungo termine, gli Stati Membri dovranno fissare i requisiti minimi di prestazione energetica, da aggiornare ogni 5 anni per gli edifici nuovi, esistenti e ristrutturati. La direttiva 2010/31/CE stabilisce, inoltre, che tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a energia quasi zero entro il 31 Dicembre 2020 ed entro il 31 Dicembre 2018 tutti gli edifici pubblici.