All’origine dell’obesità ci sarebbe un raffreddore. Non si tratta di uno scherzo, ma dell’ultimo studio americano in tema di sovrappeso.

L’ipotesi dei ricercatori, guidati dal dottor Jeffrey Schwimmer, è che esiste uno stretto legame tra il virus AD36, responsabile di raffreddore e tosse, e l’obesità. Dagli studi è emerso che i bambini esposti a questo virus pensano in media 22kg in più rispetto ai loro coetanei.

I ricercatori dell’Università della California School of Medicine hanno esaminato 124 ragazzi tra gli 8 e i 18 anni ed è emerso che nel loro sangue è presente un livello più alto di anticorpi anti virus AD36.

Non è ancora chiaro se l’obesità sia causata da questo virus, tuttavia gli studi mostrano che il virus AD36 ha una predilezione particolare per gli adipociti, cellule di grasso.

Una volta attaccate dal virus queste cellule mostrano un’accelerazione del loro percorso di maturazione e aumentano rapidamente di numero. Questo potrebbe essere il meccanismo alla base dell’obesità infettiva anche nell’uomo.

L’obesità è una malattia a tutti gli effetti, anche se spesso l’opinione comune riduce il tutto a una mancanza di forza di volontà di chi ne soffre. Come sostiene Schwimmer:

È giunto il momento di fare un passo avanti, spostandosi dalla dimensione della pura colpevolizzazione, a quella dello studio approfondito di tutti gli aspetti del problema.

Aspetti che coinvolgono non solo la dimensione fisica, ma anche psicologica e familiare dei soggetti affetti.

La scelta di pubblicare l’articolo a settembre non è casuale, visto che proprio il presidente Obama ha scelto questo mese come “National childhood obesity awareness month”, ovvero il “mese nazionale della consapevolezza sull’obesità infantile”. Negli Stati Uniti i dati parlano chiaro: più di 10 milioni di bambini sono obesi. Gli USA sono il paese con più alto tasso di obesità. Le cose non sono molto diverse in Italia, dove un bambino su quattro e obeso, proclamando il Belpaese come la nazione con più bambini obesi dell’Unione Europea.