L’obesità non è sana in nessuna fase della vita, ma durante la gravidanza un peso eccessivo può arrecare non pochi danni a mamma e bambino. Abbiamo visto recentemente come un forte soprappeso della madre può creare problemi alle figlie femmine dal punto di vista della fertilità.

Secondo un altro studio recente, invece, l’obesità della donna in stato interessante raddoppia il rischio di mortalità fetale. Questa scoperta è il risultato di una ricerca inglese che ha esaminato l’andamento di oltre quarantamila gravidanze non gemellari in un arco di tempo pari a due anni.

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I risultati dell’indagine medica non sono certo rincuoranti, infatti per le donne obese si parla di circa otto decessi infantili in più su mille bambini nati vivi, rispetto ai nascituri le cui mamme non sono in stato di sovrappeso.

Secondo Ruth Bell, a capo del team medico della Newcastle University, è fondamentale che il peso della futura mamma sia ottimale già in fase di concepimento, tuttavia se questa situazione non si verificasse è altamente consigliata una dieta sana ed equilibrata durante i nove mesi di gestazione.

Le esatte dinamiche mediche che determinano questo alto tasso di mortalità sono ancora in fase di studio, tuttavia le cause potrebbero riguardare il diabete gestazionale oppure l’ipertensione, due patologie comuni nelle donne obese e certamente non salutari per il feto.

Anche una situazione di sottopeso, inoltre, può creare problemi durante la gravidanza. Per questo la maggior parte dei medici sostiene che una donna debba cercare di rientrare nel suo peso forma prima di concepire un figlio.

Ridurre i cibi grassi e i fritti, privilegiando frutta e verdura, è il segreto non sono per una forma fisica ideale ma anche per non compromettere lo stato di salute del nascituro. Seguendo questo tipo di alimetnazione, inoltre, si avranno molti meno chili in più da smaltire dopo il parto.