Secondo uno studio irlandese, pubblicato sul Social Science and Medicine Journal, l’allattamento al seno ridurrebbe il rischio di obesità infantile. Una prevenzione, quindi, per la salute futuro del bambino.

Lo studio ha condotto ad una scoperta: più lungo è il tempo che il bambino trascorre assumendo nutrimento dal seno materno, minori sono le possibilità che negli anni successivi, e anche da adulto, diventi obeso, raggiungendo un peso eccessivo.

Lo studio precisa che l’obesità si riduce del 38% se l’allattamento al senosi protrae per un periodo compreso tra le 13 e le 25 settimane, se il periodo dell’allattamento al seno supera le 26 settimane il rischio di obesità si riduce ancora di più: del 51%. Se poi l’alimentazione al seno materno si limita ad una durata inferiore a 13 settimane, la breve durata in realtà non produce nessun effetto preventivo: il rischio di obesità futura del bambino rimane.

La spiegazione, dice lo studio, è semplice: il latte materno ha maggiori proprietà nutritive rispetto al latte artificiale, oltre che trasmettere al bambino utili difese immunitarie e, proprio per questo, agisce da strumento preventivo di un problema da non sottovalutare: l’obesità infantile, che rischia però di diventare ”permanente”. Non dimentichiamo che l’obesità è una malattia invalidante, perché non prevenirla, se è possibile?

La prima difesa dall’obesità infantile è l’allattamento al seno. Secondo lo studio irlandese, ma anche secondo altri recenti studi sul tema, nutrire il bambino esclusivamente al seno per tutti i suoi primi sei mesi (quando è possibile, naturalmente), allontana il rischio dell’accumulo di peso oltre che del diabete non solo in età infantile, ma anche nell’età adulta.

Le sane abitudini alimentari cominciano, quindi, fin dalla nascita del bambino, per evitare problemi che poi si trascinano spesso fino all’età adulta. Per questo motivo i pediatri consigliano di cercare di prevenire il sovrappeso e l’obesità con i giusti comportamenti, cominciando fin da quando viene al mondo. Importante, allo scopo, anche lo svezzamento non prima dei sei mesi del neonato, cioè mai prima delle 17 settimane.

Ci sembra opportuno ricordare che l’obesità produce patologie che possono peggiorare la qualità di vita di un bambino, ma anche di un adulto, potendo condurre anche a morte prematura. Per questo è molto più semplice prevenire fin dalla più tenera età e fare in modo che i bambini conservino sempre il loro peso ideale.