Quello di gustarsi una prima visione al cinema in 3D è oramai divenuta più di una semplice passione, nessuno sembra essere immune al nuovo fenomeno imposto dalle major. La ferma volontà da parte delle case di produzioni di favorirne lo sviluppo, inoltre, è aiutata dall’incredibile successo che il nuovo modo di gustarsi una prima visione sta avendo un po’ ovunque.

Successo a parte, sono già tante le polemiche sui possibili rischi per gli spettatori durante la visione, l’ultimo parere negativo arriva dal Consiglio Superiore di Sanità. I dubbi e le proteste sollevate da parte del Codacons sull’utilizzo degli occhialini 3D, sembrerebbero aver trovato riscontro positivo da parte dell’organismo di controllo, che ne sconsiglia l’utilizzo da parte dei bambini con età inferiore ad i sei anni.

Leggendo la relazione del Consiglio Superiore di Sanità, non sarebbero soltanto i bambini ad incorrere incontro alle controindicazioni da sovraesposizioni di visioni in 3D, ma anche gli adulti, i famosi occhialini inoltre dovrebbero essere solo ed esclusivamente monouso e non riutilizzati in più visioni.

Proseguono dunque le polemiche inerenti all’utilizzo degli occhiali 3D, controindicazioni a parte, sembra davvero difficile che le major abbandonino una delle migliori fonti di guadagno degli ultimi anni. Il fenomeno 3D è principalmente nato per ridare linfa vitale all’industria cinematografica, e debellare il fenomeno del cosiddetto file sharing che negli ultimi anni ha portato ad una crisi delle vendite di CD e DVD.