Amato da molti per il suo modo schietto e provocatorio di comunicare, e odiato per lo stesso motivo, Oliviero Toscani è uno dei più grandi fotografi italiani viventi. La sua tecnica è conosciuta in tutto il mondo e ha dato vita alle campagna dei marchi più prestigiosi, da Benetton a Chanel, da Procter&Gamble a Fiorucci.

Negli ultimi tempi, le sue fotografie sono state al centro dell’attenzione pubblica per i soggetti nudi e crudi che rappresentavano, ma soprattutto per i messaggi, subliminali e non, che veicolavano. Gli argomenti che Toscani ama trattare sono spesso vicini al mondo delle donne, come la violenza o i disturbi alimentari, e svelano i loro lati più fragili e discussi.

Galleria di immagini: Oliviero Toscani

Tutti ricordano, per esempio, la campagna choc del 2007 contro l’anoressia, che vedeva protagonista la modella Isabelle Caro, morta lo scorso dicembre proprio a causa di questa terribile malattia. In realtà, sono sempre stati i metodi pubblicitari poco convenzionali a generare le critiche su Oliviero Toscani e, dunque, quello che comunemente viene chiamato shockvertising.

Comunicare sconvolgendo completamente l’universo di riferimento di chi assiste alla pubblicità, mettendo in discussione i pilastri dell’immaginario collettivo. Questo è quello che fa un fotografo come Toscani e l’ultima dimostrazione ne è il calendario, presentato in occasione di Pitti Uomo 2011 a Firenze, in cui ritrae 12 vulve diverse l’una dall’altra e in primo piano.

Un omaggio a tutto ciò che è al contrario, che suscita disorientamento e curiosità in un momento socioculturale in cui il corpo delle donne e la sua mercificazione sono al centro di dibattiti e vicende politiche. E Toscani, non abbandonando mai la schiettezza che lo contraddistingue, si sfoga a questo proposito dicendo:

“Le donne italiane fanno schifo. Preferiscono puntare sulla bellezza, anziché sull’intelligenza. Mi fate schifo. Tutte tr…”.

Niente mezze misure, dunque, ma solo parole di rabbia che suonano quasi come un rimprovero nei confronti di un popolo femminile che potrebbe tenere alta la propria dignità se solo non si lasciasse influenzare dai modelli superficiali che dominano il sistema.

“Siamo un Paese dominato dagli uomini, ma le donne ci sguazzano. Siamo un Paese sottosviluppato. Ha mai visto una madre che non sia fiera del figlio “sciupafemmine”? Chi li alleva, così? È un pianto… E poi avete il coraggio di lamentarvi.”

La nostra è una società dell’apparire? Misogina? Superficiale? Sicuramente si, ma ciò che più conta è che non ha nessuno che possa guidarla nella direzione giusta:

“Per fortuna non ho mai avuto mogli italiane. Culi bassi, gambe corte e ascelle pelose. Mi state sulle palle. D’altronde, con un Premier così, che cosa si aspetta? Il grande problema è la mancanza di una destra intelligente. Una rivoluzione si dovrebbe fare anche qui.”