Giovanni Scattone insegnerà Storia e Filosofia nel liceo che frequentò Marta Russo. Condannato a cinque anni e quattro mesi per l’omicidio della studentessa, l’uomo ha dichiarato di non essere a conoscenza del fatto prima di accettare la supplenza. Le polemiche però non si sono esaurite e ci si domanda sull’opportunità o meno di rivedere tale decisione.

Imbarazzo da parte del corpo docenti, stupore e incredulità tra gli studenti. La madre di Marta Russo, Aureliana, e l’Associazione nazionale presidi hanno affermato come si tratti di una scelta a dir poco inopportuna. La signora Russo ha poi chiarito ulteriormente il suo pensiero riguardo Giovanni Scattone affermando che:

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«Dopo un delitto così atroce, lui non può essere un educatore di giovani».

Non una sua preferenza, ha spiegato Scattone, ma una decisione derivata dalle disponibilità di posti “vacanti”, presa prima di sapere che Marta Russo avesse frequentato proprio quell’istituto:

«Il liceo Cavour non l’ho scelto io ma è stata praticamente una scelta obbligata, era l’unico disponibile al momento della scelta della sede di insegnamento. Al Cavour faccio solo una supplenza di 9 ore, se avessi trovato una cattedra completa di 18 ore non avrei esitato a scegliere quella, è chiaro. Al momento della scelta non sapevo fosse la stessa scuola di Marta Russo».

Una decisione presa inconsapevolmente, ma che non cambierà salvo eventuali decisioni in merito da parte del Provveditorato agli studi:

«Lo sapevano tutti, genitori compresi, che insegno in quella scuola, se mi cambiano sede sono disposto a lasciare la scuola, ma il mio stipendio è l’unica entrata che abbiamo in casa e non possiamo permetterci di restare senza».

Fonte: Ansa