La scarcerazione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, avvenuta ieri sera con sentenza della corte d’appello di Perugia, non è servita a chiarire nulla sulla morte della studentessa inglese Meredith Kercher.

L’assoluzione a pieno titolo dei due ragazzi ritenuti colpevoli in primo grado, ha anzi creato un vuoto nell’indagine, buttando al vento quattro anni di ricerche, analisi e impianti accusatori. Come è possibile, per esempio, continuare a sostenere la tesi che Rudy Guede, condannato con rito abbreviato, abbia effettivamente ucciso Meredith in concorso proprio con Amanda e Raffaele?

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Senza la compartecipazione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito la ricostruzione dell’omicidio risulta infatti assai difficile. Chi poteva trovarsi nella casa di via della Pergola insieme a Rudy Guede e alla vittima? Chi e per quale motivo avrebbe ucciso Meredith Kercher, rientrata a casa sola dopo una serata con le amiche?

Gli unici fatti accertati di quel 1 novembre 2007 sono infatti il ritorno a casa di Meredith, immortalato per caso da una telecamera di sorveglianza. La ragazza è sola, ha appena salutato un’amica, è allegra per la bella serata e la mattina dopo dovrà svegliarsi presto. Nella casa di via della Pergola è accertata la presenza di Rudy Guede, il quale lascerà diverse tracce organiche e persino delle impronte sul sangue fresco della vittima.

Non c’è invece prova certa della presenza in Via della Pergola di Amanda e Raffaele, i quali nei primi interrogatori diranno di essere stati chiusi tutta la sera nella propria camera e di aver sentito le urla di Meredith, mentre in secondo tempo cambieranno versione togliendo la propria presenza dalla casa del delitto e affermando di essere stati tutta la notte a casa di Raffaele e di essere rientrati in via della Pergola solo la mattina del 2 novembre.

Messa sotto pressione, Amanda accuserà inizialmente Patrick Lumumba, suo datore di lavoro e gestore di un noto locale di Perugia, ma l’uomo sarà presto scagionato grazie ad una testimonianza fondamentale.

La polizia scientifica trova quindi diverse prove a carico di Amanda e Raffaele, e individuerebbe in un coltello di casa Sollecito l’arma del delitto, macchiata del sangue misto di Amanda e Meredith. Queste prove schiaccianti, che permetteranno la condanna in primo grado dei due fidanzatini, saranno poi smontate pezzo dopo pezzo dalla difesa e dai periti super partes del processo d’appello. Le prove non sarebbero state rilevate in maniera corretta, e la quantità di materia organica analizzata non sarebbe sufficiente ad individuarne la traccia genetica.

Si giunge così all’assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, che riporta l’indagine per la morte della povera Meredith Kercher a quattro anni fa, e lo stesso Rudy Guede potrebbe chiedere la revisione del processo che lo ha condannato in via definitiva proprio a fronte del crollo dell’impianto accusatorio iniziale.

Fonte: Il Corriere della Sera