Licenziamento collettivo: per 239 donne lavoratrici l’inizio del 2012 è stato a dir poco pessimo. A pochi giorni da capodanno hanno ricevuto via fax la lettera di licenziamento che pone fine a mesi di cassa integrazione. Responsabile del taglio è Omsa, la nota azienda di Faenza.

Licenziamento collettivo, quindi, per 239 donne lavoratrici a causa della chiusura dello stabilimento Omsa che si sposterebbe in Serbia, e nonostante la stessa azienda abbia preso accordi per riaprire le trattative con i sindacati a breve.

Le proteste non si sono fatte attendere, e anche in Rete sono stante tante le voci che si sono levate contro Omsa e Golden Lady. Su Facebook è nato un gruppo che propone un vero e proprio boicottaggio dei prodotti messi in commercio dal noto brand. Anche il mondo politico non è rimasto a guardare, e commenti accesi sono arrivati dalle segreterie nazionali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uilta-Uil.

Un comportamento ingiusto e inaccettabile: ecco come è stata definita la scelta di Omsa di optare per il licenziamento collettivo. Anche Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, insieme alla coordinatrice IdV dell’Emilia-Romagna Silvana Mura e Maurizio Zipponi, responsabile nazionale lavoro e welfare dello stesso partito, ha stilato una nota di aspra critica.

«È gravissimo che la Omsa di Faenza abbia ignorato qualsiasi trattativa, licenziando 239 lavoratrici con un fax due giorni dopo Natale. Si tratta di un atto provocatorio inaccettabile.»

Fonte: Repubblica