L’online dating è ormai diventata una forma di abbordaggio al pari di una nottata di baldoria in discoteca, di un incontro casuale al parco o di una frequentazione nata fra gli attrezzi della palestra. Ma per le donne in cerca di un uomo da conoscere e di una possibile relazione, gli incontri sul Web continuano a presentare una limitazione non da poco: l’assenza della comunicazione faccia a faccia. Chiunque su Internet può spacciare un’identità poco corrispondente al vero e il rischio di non trovare l’amore, bensì una trappola sentimentale, è davvero elevato.

Come districarsi, perciò, in queste relazioni virtuali che mescolano realtà e fantasia, riuscendo a mantenere un piede ben saldo a terra? A rispondere a questa domanda ci pensa la testata The Frisky, con un piccolo vademecum sui comportamenti maschili da tenere sott’occhio.

Il primo individuo da evitare in Rete è l’uomo che si fotografa solo in compagnia di auto sportive, alle feste lussuose su qualche yacht o su spiagge ricolme di donne siliconate. C’è una manifestazione più evidente della crisi di mezza età? Altro uomo da evitare è colui che parla solamente dei propri interessi – soprattutto telefilmici, immedesimandosi nelle virtù del suo protagonista preferito – senza lasciar spazio alla virtual compagna. Non riesce a far proprio l’avanzare cadenzato del botta e risposta a cui la tecnologia obbliga, come potrà mai dimostrare interesse per l’altro in una conversazione faccia a faccia?

Bisogna poi scappare dai maniaci del cartellino, coloro che dalla fotografia di una bella donna riescono a ricostruire tutti i prezzi degli abiti indossati, perché gay a loro insaputa oppure semplicemente troppo legati al portafoglio. E sappiamo bene che far la fine di Magda in Bianco, Rosso e Verdone non è la migliore delle prospettive per le donne d’oggi. E che dire dei sessuomani, coloro che dopo un semplice “Ciao” richiedono l’inoltro di scatti hard o, senza domandare, inviano la gigantografia dei loro genitali? Peggiore evoluzione di questa categoria soltanto quelli che inoltrano la fotografia photoshoppata degli stessi genitali, sintomo di cattivi presagi – e scarsa autostima – una volta trasferito l’incontro nel reale.

Proprio in tema di scatti, vale la pena ricordare come siano molti coloro che decidono di utilizzare una fotografia non reale nei propri profili. Così un avvenente modello può tramutare nel figlio illegittimo di Frankestein o, in alternativa, quell’affascinate quarantenne ammirato per mesi su uno schermo non è altro che il cugino dell’uomo poi conosciuto nella vita vera. Un buon sistema per cautelarsi da questa eventualità, sebbene a volte fallace, è compiere una rapida ricerca su Google Immagini. Tramite l’apposita funzione di analisi tramite upload o URL originale, si possono verificare le eventuali corrispondenze con pubblicazioni varie sul Web, come ad esempio un profilo Linkedin. Con questo metodo, sarà molto semplice discernere tra i veri belli e fra chi ha preso in prestito l’effige di un modello sconosciuto d’oltreoceano.

Superate queste reticenze, l’ultimo step su cui prestare attenzione è quello dell’organizzazione del primo incontro. Meglio fuggire da chi racconta nel dettaglio, con tanto di mappa erotica, il {#sesso} che presumibilmente si farà la prima sera. Non perché il sesso al primo incontro sia sbagliato, quanto perché crede sia scontata l’evenienza di qualcosa di hot. E se dal vivo non scattasse la scintilla? Lo stesso vale anche per il luogo dell’appuntamento: chi vuole evitare locali pubblici probabilmente ha qualcosa da nascondere e non si rivela così affidabile. Chi propone un fast food probabilmente non ha mai superato i fasti dell’adolescenza, mentre un locale di extra-lusso potrebbe indicare l’incapacità di pensare a qualcosa si più serio del mero apparire. Banditi anche bowling e altre attività di gioco competitive – difficile comunicare quando si è troppo intenti a fare strike – così come i luoghi che vietano l’amabile dialogo, come il cinema o la discoteca. L’uomo che al primo appuntamento ha bisogno di stare in silenzio nella sala buia di un cinema, infatti, non avrà di certo molto da raccontare di sé. Ben vengano le passeggiate al parco, un aperitivo in un localino caratteristico, un giro nel centro della città per scoprire insieme le meraviglie nascoste del proprio posto di vita. E se dovesse scattare la passione, sempre meglio a casa sua. Primo, perché dall’abitazione si capisce molto della psicologia di chi la abita. Secondo perché, qualora si rivelasse uno stalker, non saprà mai l’indirizzo della sua tanto desiderata fiamma.

Fonte: The Frisky