Non è solo il passaggio dall’alimentazione lattea ad una mista, ma anche un momento di scoperte in cui inizia la delicata fase di distacco dalla mamma.

Non esiste uno svezzamento standard, ma ci sono alcune regole da applicare per semplificare le cose.

*No alla fretta: niente ansia per raggiungere il risultato. Si rischia di rendere traumatico l’approccio con il cibo.

*Atmosfera accogliente: è importante creare un ambiente luminoso e tranquillo, magari con la sua musica preferita in sottofondo e il sorriso della mamma.

*A piccoli passi: all’inizio offrigli una quantità limitata di cibo e aumentala gradatamente. Introduci un alimento per volta e aspetta almeno tre giorni prima di offrirgliene un altro. Questo ti aiuta a individuare subito se qualche cibo procura disturbo all’organismo del piccolo.

*I primi ”cibi giusti”: inizia con la frutta cruda, come la mela grattugiata, la pera e il succo di carota diluito in acqua. Se il bimbo lo rifiuta, puoi provare con la frutta cotta (a vapore o al forno) e, se continua a rifiutarla, puoi proporgliela in un momento successivo, iniziando con la pappa vegetale.

Quando puoi dargli il glutine

La vasta gamma di prodotti che si trova nei negozi di prodotti biologici, nelle erboristerie e nei negozi parafarmaceutici può confonderti. Scegli i fiocchi che provengono da un posto dove si coltivano cereali e che non contengano ingredienti aggiuntivi. Almeno per i primi sei mesi, scegli cereali che non contengano glutine: il riso, il miglio oppure chicchi di amaranto e quinoa.

Secondo alcuni studiosi, l’introduzione del glutine va rimandata al decimo mese oppure a un anno perché facendolo prima si scatenerebbe nel bambino geneticamente predisposto una forma di intolleranza alimentare che si chiama celiachia, come già sapete. Altri esperti, invece, sostengono che la ritardata introduzione del glutine nella dieta non è in grado di prevenire la malattia; in più i sintomi potrebbero essere così lievi da non far riconoscere la malattia, impedendone la diagnosi veloce.