Una donna su cinque non conosce orgasmo. Titolo perfetto per un film dell’orrore. Sul noto quotidiano inglese The Sun è stato recentemente pubblicato l’ennesimo studio sulla questione. Ho ormai qualche anno di esperienza in merito, e vi posso assicurare che il numero di ricerche sull’argomento è davvero elevato. E che le conclusioni continuano a risultare avvilenti.

La donna è sempre in deficit: non raggiunge l’orgasmo, non dura abbastanza, dura troppo, non trova il punto g, non si masturba, non sa baciare, non sa leccare, non dice cosa vuole a letto, non usa cetrioli come vibratori. E poi ci stupiamo di chi ci dice l’esatto contrario, sostenendo che le donne ormai sono del tutto consapevoli del loro piacere. Ma dove starà la verità?

Dal mio esiguo vissuto posso dedurre un dato fondamentale: purtroppo l’anorgasmia esiste ancora e, ahimè, le più colpite da questa autentica calamità sono proprio le donne; dall’altra alcuni soggetti femminili in grado di non demonizzare il piacere cominciano a popolare anche questa Terra. Solo che forse sono (siamo) ancora la minoranza.

Per tutte le altre, un rimedio c’è: farsi un esame di coscienza. Non perchè ci si debba colpevolizzare, lungi da me. Ma perchè nella maggior parte dei casi il problema sta dentro di noi, oltre il clitoride, oltre l’utero, oltre il corpo tutto. Il problema è come sempre la psiche, condizionata, oltraggiata, schiacciata da una cultura che spesso ci insegna a trattenerci piuttosto che a lasciarci andare.

Ma voi trovate giusto che dall’altra parte gli uomini provino orgasmi fin da piccoli? Loro nascono con l’attrezzo in mano, e per definizione cominciano ad usarlo subito, pure se in solitaria stanza. E’ come se invece le donne dovessero sempre aspettare l’orgasmo come una grazia ricevuta, che prima o poi qualcuno forse concederà per pura cortesia.

E’ giunto il momento di prendere il toro per le corna, o il vibratore per l’impugnatura, e schiacciare on. Non fosse altro che per incoraggiare la parità dei sessi. Come? Imparando a conoscere noi stesse, toccandoci, scovando cosa ci eccita, fisicamente e mentalmente. E sventendoci, in tutti i sensi, dei vecchi tabù: masturbarsi, ad esempio, è ancora un diritto, pur se non costituzionale.

Approfittiamone. Perchè se non sarà necessariamente un altro essere umano a provocare i nostri orgasmi, che le donne siano almeno in grado di provvedere da sole. Con un dito o con un cetriolo non ha importanza. Su questo il margine è decisamente ampliabile.

photo credit: Ares Tavolazzi via photopin cc