Si è tenuto a dicembre l’evento “Il tempo è delle donne” ospitato dalla storica boutique Rocca 1794, prestigiosa catena di orologeria e gioielleria di alto livello, entrata nel 2008 nel Gruppo Damiani. Alla presentazione hanno partecipato la scrittrice Paola Calvetti, autrice del libro Noi due come un romanzo e il gruppo AstraRicerche, che ha approfondito il rapporto tra donne e tempo. Il tempo è delle donne è un viaggio affascinante, tutto al femminile, attraverso la concezione del divenire in rapporto all’utilizzo dell’orologio. Prestigio e classe, identificata nei marchi più famosi e utilizzati, impiegati nel quotidiano femminile.

La serata è stata introdotta da Fernanda Pelati, a di Rocca 1794, che ha commissionato la ricerca e organizzato l’evento in quanto molto sensibile all’argomento e al passare del tempo. Lei stessa sostiene:

«Quello del rapporto tra le donne e il tempo è un tema che mi è particolarmente caro perché è parte fondamentale di una delle più grandi sfide e opportunità delle donne di oggi: poter gestire una molteplicità di ruoli senza dover rinunciare a nessuno di essi».

Ed è proprio questo che emerge dalla ricerca, le donne vivono intensamente il trascorrere del tempo tanto da possedere una visione diversa da quella maschile. La suddivisione della giornata appare nitida e precisa, tanto da rapportarsi in modo consapevole ai giorni, alle settimane e ai mesi. La loro personale scansione del tempo è in perfetta sincronia con il calendario, e in particolare subisce i doveri imposti dagli impegni lavorativi. Questa organizzazione certosina, data dall’esigenza tipicamente femminile di gestire il proprio tempo, nasce dalla necessità di ritagliarsi piccoli spazi personali da dedicare al proprio benessere in funzione dei propri progetti e sogni, e del futuro. I molteplici impegni, {#famiglia}, {#lavoro} e casa, però non sempre riescono a garantire che ciò accada, per questo la percezione del passare del tempo è vissuta in modo diverso da quella maschile che l’affronta con maggiore nonchalance.

L’orologio assume perciò un ruolo di rilievo, una donna su due lo indossa e lo utilizza con costanza. Un oggetto che ama ricevere in dono o che predilige donare, che solitamente identifica il carattere di chi lo indossa. Nonostante il suo ruolo sia stato sostituito da altri articoli elettronici, l’orologio rimane un oggetto affettivamente molto importante che le donne amano sfoggiare. In particolare se di fattura svizzera e con carica manuale.

Secondo la statistica condotta da AstroRicerche sono emersi 5 profili-tipo di donna e il loro orologio ideale. Le temporalmente lussuriose (15,5%) ovvero donne positive che possiedono un rapporto con il tempo rilassato e sereno. Principalmente del Nordovest e dai 55 ai 65 anni. Amano l’eleganza e la raffinatezza, per questo l’orologio che prediligono indossare deve possedere queste particolarità. Le organizzate soddisfatte (14,4%), quelle più indaffarate e pieni di impegni. Giovani dai 25 ai 35 anni che conferiscono al tempo molta importanza, perché la loro vita è fatta di cambiamenti continui da organizzare costantemente. Non sempre indossano un orologio, ma amano l’idea di regalarlo. Le impegnatissime in affanno (21,8%) si possono identificare con una corsa costante dietro al tempo e agli impegni; faticano a tenere il passo e solitamente sono preda di un affanno dato dai molteplici impegni. L’età varia dai 35 ai 55 anni e, per loro, l’orologio è indispensabile infatti lo controllano di continuo.

Le abitudinarie nostalgiche (16,7%) invece hanno un rapporto passivo con il tempo e le loro giornate sono simili le une alle altre, scandite dalla routine e dalla monotonia. Sono donne sopra i 45 anni casalinghe o impiegate e studentesse sotto i 24 anni. Nell’orologio cercano principalmente la qualità in rapporto con un buon prezzo, possibilmente alla moda. Infine le stagionali retrò (31,5%) che vivono il tempo caratterizzato spesso dal senso di smarrimento, forse anche legato alla loro giovane età che varia dai 25 ai 34 anni e dai 18 ai 24 anni; il loro stato di studentesse in cerca di occupazione evidenzia un approccio meno legato all’importanza del tempo e, di conseguenza, all’uso dell’orologio.