Vittoria annunciata? Se si riflette bene e si da uno sguardo alla storia degli Oscar, se proprio non si può parlare di vittoria annunciata, di certo si può dire che era facile aspettarsi un esito del genere.

D’altronde, l’Academy Awards non si è mai fatta problemi a bistrattare le grandi produzioni a favore di piccoli film dalle grandi polemiche.

Sembra essere questo il caso che vede Kathryn Bigelow sotterrare con il suo “The Hurt Locker” l’ex marito James Cameron: con sei Oscar portati a casa contro i tre che sono andati ad “Avatar“, tra i quali quelli come miglior film e miglior regia, la Bigelow può tranquillamente essere considerata la regina incontrastata di questi Oscar.

Cameron si ritrova così a vedersi assegnare solo quei premi che nessuna polemica avrebbe mai potuto togliergli, ossia l’Oscar per la miglior scenografia, quello per i miglior effetti speciali e quello per la fotografia, quest’ultimo, tra l’altro, andato all’italiano Mario Fiore.

Sebbene “The Hurt Locker” non sia ancora uscito nel nostro paese rendendo così difficile formulare un parere sull’assegnazione degli Oscar, la sensazione che i film in quanto tali abbiano avuto un peso limitato nelle decisioni dell’Academy effettivamente c’è.

In lizza per il premio più ambito, quello come miglior film, c’erano quest’anno tre film sulla guerra, oggetto spinoso e affrontato in maniera assai differente dai tre registi.

“Avatar” di James Cameron, con il suo messaggio antimilitarista e, neanche troppo velatamente, antiamericano almeno per quanto riguarda la politica estera, “The Hurt Locker” di Kathryn Bigelow, incentrato sulla vita dei disinnescatori di bombe nell’Iraq di oggi e “Bastardi senza gloria” di Quentin Tarantino che rielabora la storia donando alla seconda guerra mondiale un esito profondamente diverso da quello riportato dai libri di scuola.

A vincere, come abbiamo detto, ‘l’indipendentÈ “The Hurt Locker”, con il suo corredo di disinnescatori, di polemiche da parte dei veterani che non ricordano di aver vissuto giorni “adrenalinici” come quelli descritti dalla Bigelow e di esclusi dalla cerimonia, come il produttore della pellicola reo di aver inviato ai membri della giuria email in cui evitava a premiare la propria produzione indipendente e non quella da 500 milioni dollari di indovinate chi.

E già qui viene spontaneo chiedersi se non sarebbe stato giusto escludere del tutto la pellicola dalla gara oltre che il produttore dalla cerimonia.

Fatto sta che “il giorno dopo” di questa notte degli Oscar inizia con una sensazione di amaro in bocca, quella sensazione che sempre si ha quando sembra che in una decisione in cui dovrebbe contare solo la qualità di una pellicola abbiano avuto peso altri fattori.

Si attende comunque l’arrivo in Italia del film vincitore, non con una certa curiosità.

Tra gli altri premiati della serata troviamo un ovvio Jeff Bridges come miglior attore protagonista in “Crazy Hearts”, Sandra Bullock come miglior attrice protagonista in “The Blind Side” e un giustissimo Christoph Waltz come miglior attore non protagonista per “Bastardi senza gloria”.

Qui di seguito le foto della cerimonia e la lista completa dei vincitori, sebbene, in quest’edizione degli Oscar 2010, i veri protagonisti sembrano essere i vinti.