Gli Oscar 2012 sono ormai alle porte. Proprio oggi, dopo mesi di rumor rimbalzati sui media mondiali, sono state rivelate le nomination ufficiali di quella che sarà l’84ª edizione degli Oscar, i premi più importanti del cinema. Come ogni anno, le prestigiose statuette dorate saranno consegnate nella spettacolare cornice del Kodak Theatre di Los Angeles, il prossimo 26 febbraio; tra voci confermate sui favoriti, importanti rivelazioni e grandi esclusi, ecco i nomi dei protagonisti.

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Il premio più importante degli Oscar 2012, ovvero quello per il miglior film, se lo contendono in nove: “The Help”, film di Tate Taylor rivelazione del 2011 appena giunto nelle sale cinematografiche italiane, “Molto forte, incredibilmente vicino” (“Extremely Loud & Incredibly Close”), tratto dall’omonimo romanzo di Jonathan Safran Foer che, nonostante l’arrivo in Italia previsto a fine anno sta già facendo parlare di sé per la toccante storia che rievoca i terribili momenti relativi all’attacco delle Torri Gemelle di New York, “Moneyball – L’arte di Vincere” (“Moneyball”), film che ha aperto la 29ª edizione del Torino Film Festival, e “War Horse”, prodotto da Steven Spielberg con Jeremy Irvine, Emily Watson, Peter Mullan e David Thewlis.

Si aggiungono poi il grande favorito francese “{#The Artist}” di Michel Hazanavicius che, uscito in sordina, ha letteralmente sbancato ai recenti Golden Globe portandosi a casa ben tre premi su sei, “Paradiso Amaro” (“The Descendants”), di Alexander Payne altro grande vincitore di due tra i più importanti globi, il romantico e visionario “Midnight in Paris” di Woody Allen, “The Tree of Life” opera di Terrence Malick accolta calorosamente dalla critica all’ultimo Fesival del Cinema di Cannes ma snobbata quasi in toto dal pubblico, e “Hugo Cabret” (“Hugo”), film diretto da Martin Scorsese in 3D presentato con un’anteprima di 15 minuti all’ultimo Festival del Cinema di Roma. Grande soddisfazione per le pellicole di quest’ultima tranche di nomination, visto che sono tutti in lizza anche per il premio per la miglior regia.

La giuria degli Academy Awards ha scelto come candidati al premio per il miglior attore protagonista Jean Dujardin di “The Artist”, già vincitore del globo d’oro nella categoria dedicata ai film commedia o musicali, il vincitore del Golden Globe dedicato all’interpretazione maschile in un film drammatico George Clooney per “Paradiso Amaro”, Brad Pitt per “Moneyball – L’Arte di Vincere”, il messicano Demián Bichir per “A Better Life” di Chris Weitz. Chiude la cinquina Gary Oldman, l’ex agente dell’MI6 George Smiley della spy story “La Talpa” (“Tinker Tailor Soldier Spy”). Niente da fare invece per Ryan Gosling, nonostante la superba interpretazione ne “Le idi di Marzo” (“The ides of March”).

Protagoniste del corrispettivo al femminile del premio, la grande favorita Michelle Williams per “My Week with Marilyn”, pellicola presentata in sordina al festival romano che ha riscosso il meritato successo coronato con il Golden Globe per la miglior interpretazione femminile proprio alla Williams, Glenn Close per “Albert Nobbs” in cui interpreta il difficile ruolo di una donna che per necessità si traveste in abiti maschili per lavorare come cameriere, Viola Davis per “The Help”, la chiacchieratissima Rooney Mara per “Millennium – Uomini che odiano le donne” (“The Girl with the Dragon Tattoo”) e l’interprete della Lady di ferro Margareth Thatcher Meryl Streep per “The Iron Lady”, vincitrice del globo per la miglior attrice in un film drammatico. Grande delusione per {#Kate Winslet} che, data per favorita, non è neanche rientrata nelle cinque candidate lasciando totalmente a secco l’acclamato “Carnage” di Roman Polanski.

Sempre di donne si parla nelle nomination per le migliori attrici non protagoniste: Bérénice Bejo per “The Artist”, la vincitrice del Golden Globe Octavia Spencer e Jessica Chastain per “The Help”, Janet McTeer per “Albert Nobbs” e la divertentissima Melissa McCarthy per l’irriverente damigella nella commedia al femminile “Le amiche della sposa” (“Bridesmaids”). A tenere alta la bandiera dei migliori interpreti maschili non protagonisti c’è invece Kenneth Branagh per “My Week with Marilyn”, Jonah Hill per “Moneyball” e la pietra miliare del cinema Max von Sydow per “Molto forte, incredibilmente vicino”; concludono i nomi Nick Nolte per l’interpretazione in “Warrior” e Christopher Plummer in “Beginners”.

L’Oscar alla miglior sceneggiatura originale vede come protagonisti Michel Hazanavicius, Annie Mumolo e Kristen Wiig per “Le amiche della sposa”, J.C. Chandor per “Margin Call”, il vincitore del Golden Globe nell stessa categoria Woody Allen per “Midnight in Paris” e Asghar Farhadi per “A Separation”. Miglior sceneggiatura non originale invece per Alexander Payne, Nat Faxon e Jim Rash per “Paradiso Amaro”, John Logan per “Hugo Cabret”, George Clooney, Grant Heslov e Beau Willimon per “Le idi di Marzo”, unica candidatura per questo film, Steven Zaillian, Aaron Sorkin per “Moneyball – L’arte di vincere” e Bridget O’Connor e Peter Straughan per “La Talpa”.

Il premio per il miglior montaggio se lo contendono Anne-Sophie Bion e Michel Hazanavicius per “The Artist”, Kevin Tent per “Paradiso Amaro”, Kirk Baxter e Angus Wall per l’atteso “Millennium – Uomini che odiano le Donne”, Thelma Schoonmaker per “Hugo” e Christopher Tellefsen per “Moneyball – L’arte di Vincere”. Altro importante premio tecnico, in questo caso per la scenografia, è invece nelle mani di Laurence Bennett e Robert Gould per “The Artist”, Stuart Craig e Stephenie McMillan per “Harry Potter e i Doni della Morte: Parte II” (“Harry Potter and the Deathly Hallows Part 2”), Rick Carter e Lee Sandales per “War Horse”; grande soddisfazione anche per gli italianissimi Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, entrambi in corsa con “Hugo Cabret”.

Per la fotografia, non può mancare l’onnipresente “The Artist” con Guillaume Schiffman, “Millennium – Uomini che odiano le Donne” con Jeff Cronenweth, “Hugo Cabret” con Robert Richardson, “War Horse” con Janusz Kaminski e “The Tree of Life” con Emmanuel Lubezki. Anche nella categoria per i migliori costumi non manca di certo il francese “The Artist”, vista la nomination di Mark Bridges, insieme a Lisy Christl per “Anonymous”, Sandy Powell per “Hugo Cabret”, Michael O’Connor per “Jane Eyre” e Arianne Phillips per il film di Madonna “W.E.”. Miglior trucco, invece, per questi tre film: “Albert Nobbs”, anche grazie al fantastico make-up di Glenn Close, “Harry Potter e i Doni della Morte: Parte II” e “The Iron Lady”.

Se l’anno scorso avevano trionfato Trent Reznor e Atticus Ross per la colonna sonora originale di “The Social Network”, coppia ripropostasi anche per l’O.S.T. del film tratto dal primo capitolo della trilogia di Stieg Larsson, quest’anno a vedersela sono due grandi del settore: John Williams per “Le avventure di Tintin – Il segreto dell’Unicorno” (“The Adventures of Tintin” ) e “War Horse” e Howard Shore con “Hugo Cabret”; a loro si aggiungono poi Alberto Iglesias con “La Talpa” e Ludovic Bource per “The Artist”. Solo due nomi invece per la miglior canzone: Bret McKenzie per “Man or Muppet” da “I Muppet” (“The Muppets”) e Sergio Mendes, Carlinhos Brown e Siedah Garrett per “Real in Rio” dal film d’animazione “Rio”. Tra i miglior film animati, spiccano i nomi di “Kung Fu Panda 2”, “Il Gatto con gli stivali” (“Puss in Boots”) e “Rango”, tre dei maggiori successi del 2011, insieme ai meno conosciuti “Chico & Rita” e “A Cat in Paris”. Gli effetti speciali vedono invece in lizza “Harry Potter e i Doni della Morte: Parte II”, “Hugo Cabret”, “Real Steel”, “L’alba del pianeta delle scimmie” e “Transformers 3” (“Transformers: Dark of the Moon”).

“Drive”, acclamato film di Nicolas Winding Refn, si è invece guadagnato la nomination per il miglior montaggio sonoro, insieme a “Millennium – Uomini che odiano le Donne”, “Hugo Cabret”, “Transformers 3” e “War Horse”; il nome per l’Oscar al miglior sonoro, invece, sarà scelto tra “Millennium – Uomini che odiano le Donne”, “Hugo Cabret”, “Moneyball – L’arte di vincere”, “Transformers 3” e “War Horse”. Dopo l’esclusione dalla lizza dei possibili vincitori di “Terraferma” di Emanuele Crialese, a contendersi l’Oscar per il miglior film straniero sono il belga “Bullhead”, la pellicola israeliana “Footnote”, il polacco “In Darkness” il canadese “Monsieur Lazhar” e l’iraniano “A Separation”.

Nelle due categorie dedicate ai cortometraggi, si trovano alcune delle proposte più interessanti del settore: “Pentecost” di Peter McDonald ed Eimear O’Kane, “Raju” di Max Zähle e Stefan Gieren, “The Shore” di Terry e Oorlagh George, “Time Freak” di Andrew Bowler e Gigi Causey e “Tuba Atlantic” di Hallvar Witzø; tra i cortometraggi animati, ecco invece spuntare i nomi di Patrick Doyon per “Dimanche/Sunday”, William Joyce e Brandon Oldenburg per “The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore”, Enrico Casarosa per il cortometraggio di casa Pixar “La Luna”, Grant Orchard e Sue Goffe per “A Morning Stroll” e Amanda Forbis e Wendy Tilby per “Wild Life”.

Ultime ma non meno importanti le due categorie dedicate ai documentari: “Hell and Back Again” di Danfung Dennis e Mike Lerner, “If a Tree Falls: A Story of the Earth Liberation Front” di Marshall Curry e Sam Cullman, “Paradise Lost 3: Purgatory” di Charles Ferguson e Audrey Marrs, “Undefeated” di TJ Martin, Dan Lindsay e Richard Middlemas e “Pina“, pellicola in 3D di Wim Wenders e Gian-Piero Ringel, acclamato dal pubblico all’ultimo Festival del Cinema di Roma. Miglior documentario in forma di cortometraggio invece per “The Barber of Birmingham: Foot Soldier of the Civil Rights Movement” di Robin Fryday e Gail Dolgin, “God Is the Bigger Elvis” di Rebecca Cammisa e Julie Anderson, “Incident in New Baghdad” di James Spione, “Saving Face” Daniel Junge di Sharmeen Obaid-Chinoy e “The Tsunami and the Cherry Blossom” di Lucy Walker e Kira Carstensen.