Nei look della notte degli Oscar 2017, che ha visto trionfare Emma Stone come migliore attrice per La La Land, hanno dominato l’oro e l’argento e un fiocco blu. Tante star, infatti, hanno deciso di appuntare sui loro abiti un simbolo di protesta. Ma perché?

Il fiocco blu è il fiocco dell’Aclu (American Civil Liberties Union, l’organizzazione che si batte per i diritti civili) ed è stato un chiaro messaggio anti-Trump durante i Premi Oscar. A portarlo sul suo abito rosso di Valentino, Ruth Negga, candidata come miglior attrice protagonista per il film “Loving” (il film racconta la battaglia di una coppia interrazziale contro i pregiudizi), Karlie Kloss, nel suo splendido abito bianco di Stella McCartney, posizionato sul fianco destro, e Octavia Spencer, in un vestito grigio perla di Marchesa con gonna ampia ricoperta di piume in tinta

Hollywood, d’altronde, ha da tempo aperto una battaglia contro il nuovo presidente degli Stati Uniti e il suo Muslim ban, il provvedimento sull’immigrazione. Jimmy Kimmel ha iniziato la serata ringraziando Trump, perché con le sue politiche ha reso meno razzisti gli Oscar. “Noi qui a Hollywood non discriminiamo in base alla religione o alla nazione, solo in base all’età e al peso“, ha scherzato il conduttore.

Duro l’attacco da parte del regista iraniano Asghar Farhadi, premiato per la seconda volta con l’oscar per il miglior film straniero per “Il Cliente“, che ha disertato la cerimonia per protestare contro il bando ai cittadini di sette Paesi musulmani.

La mia assenza è un atto di rispetto verso i miei concittadini e quelli di altri sei paesi che hanno subito una mancanza di rispetto per una legge disumana che vieta l’ingresso di immigrati negli Usa. Dividere il mondo in due categorie, noi e i nostri nemici, crea paura, una giustificazione ingannevole per l’aggressione e la guerra. E questo impedisce la democrazia e i diritti umani in paesi che a loro volta sono stati vittime di aggressioni“, ha scritto in una lettera inviata al Dolby Theatre.

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Io sono italiano, questo Oscar è per tutti gli immigrati“, ha Alessandro Bertolazzi, che ha vinto per il miglior trucco per “Suicide Squad“.

Come Messicano, come immigrato, come essere umano, sono contro ogni forma di muro che ci separa“, ha invece dichiarato l’attore messicano Gael Garcia Bernal, presentando “Zootopia“, il miglior film di animazione, attaccando il muro invocato da Trump al confine col suo Paese

Infine, più frivola la polemica tra Meryl Streep e Karl Lagerfeld. L’attrice, secondo lo stilista, avrebbe rifiutato di mettere per l’occasione un abito Chanel perché avrebbe voluto ricevere un compenso in cambio. La Streep ha però rimandato le accuse al mittente, spiegando che da tempo aveva scelto di indossare un Elie Saab e non uno Chanel.