Parte da lontano la storia di Luigi Bisignani, dai “contatti” ereditati per via paterna con esponenti del calibro, tra gli altri, di Giulio Andreotti. Carriera poi da giornalista nell’Ansa, dove ebbe modo di conoscere Licio Gelli, e infine nuovo lavoro come direttore generale presso la sede di Roma del gruppo Ferruzzi.

Da qui pare sia cominciata la tessitura delle reti di conoscenze che lo hanno portato negli anni a “indirizzare” alcuni importanti affari, inclusi quelli di governo. Questo il quadro che lo stesso Luigi Bisignani ricostruisce davanti ai PM di Napoli, dal quale emergerebbe un aiuto speciale fornito all’attuale sottosegretario per l’attuazione del programma, Daniela Santanché.

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Qui inizia una storia fatta di retroscena, contatti segreti e colloqui con vari esponenti dell’attuale maggioranza come Silvio Berlusconi, Gianni Letta, Ignazio La Russa, oltre ad alcuni esponenti di spicco di Futuro e Libertà come lo stesso Gianfranco Fini e Italo Bocchino. Parlando della Santanché, Bisignani comincia col dire che:

“Si trovò in un momento di difficoltà quando il segretario di Alleanza nazionale era Gianfranco Fini, che la esautorò da tutti gli incarichi del partito”.

Il discorso prosegue con il suggerimento di Bisignani di entrare nelle file de La Destra di Storace, viste le rassicurazioni avute dallo stesso Silvio Berlusconi su un apparentamento post elezioni:

“Preciso che Berlusconi, con cui avevo parlato, mi aveva promesso che questo apparentamento elettorale ci sarebbe stato, perché in tal modo avrebbe prosciugato ulteriormente il bacino elettorale in cui attingeva Fini. Io, forte di questo incontro che avevo avuto con Berlusconi, avevo consigliato la Santanché in tal senso”.

L’intervento di Luigi Bisignani in favore dell’attuale membro di governo non si esaurisce qui, ma vede il ricorso a contatti e trattative con vari esponenti della maggioranza:

“Mi spesi per farla riavvicinare al Pdl e poi per farle avere un incarico di governo. Ne parlai sia con Verdini che con Letta e Berlusconi. Costoro mi dissero che per loro non c’erano problemi, però c’era il veto di Fini. A questo punto io mi impegnai per convincere i finiani a togliere questo veto. Presi i contatti con La Russa, Ronchi e soprattutto con Bocchino”.

L’obiettivo riuscì e la Santanché poté tornare nelle grazie del centrodestra al governo e non solo, un ulteriore aiuto di Bisignani le avrebbe permesso di ottenere anche vantaggi economici, come afferma lo stesso direttore generale:

“Feci stringere i rapporti tra lei e la famiglia Angelucci… In seguito questo rapporto si istituzionalizzò con una iniziativa che io stesso le consigliai, e cioè la costituzione di una vera e propria concessionaria di pubblicità denominata Visibilia, che poi è diventata la società che ha raccolto per circa un anno la pubblicità degli Angelucci”.