Non sono solo le madri a trovarsi in difficoltà quando si tratta di far quadrare gli orari lavorativi con il tempo da dedicare ai propri figli: la stessa problematica la vivono i padri.
Anzi, i papà, a quanto pare, ne soffrirebbero anche più delle donne: lo mette in evidenza uno studio inglese riportato dal Corriere della Sera, secondo il quale gli uomini avrebbero sensi di colpa ancora più forti rispetto a quelli delle proprie partner.
Non solo il 62% di loro sarebbe contento di avere una riduzione dell’orario di lavoro, in modo da poter spendere quel tempo con i figli, ma addirittura meno della metà, solo il 46%, ritiene di trascorrere in ufficio una quantità di ore “giusta”, contro il 61% delle donne.
Non sarà che questo 61% di donne è costituito prevalentemente da quelle che hanno deciso di non rinunciare alla famiglia, mentre il dato percentuale maschile è composto da uomini che hanno una moglie a casa?
Critiche a parte, comunque, il sesso maschile, secondo questa ricerca, vivrebbe anche un altro disagio, frutto di quella convinzione per cui diminuire gli orari d’ufficio sarebbe sinonimo di scarso attaccamento e poca dedizione al lavoro.
Certo, ci sono voci in controtendenza, che reclamano una valutazione qualitativa e non più quantitativa del lavoro ma, anche su questo punto, manco a dirlo, c’è ancora molto da lavorare.
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