È accaduto a 70km da Islamabad in Pakistan, una donna di 50 anni madre di famiglia è stata trascinata in strada e denudata per compensare un tradimento commesso dal figlio. Succede anche questo in Pakistan e come sempre a pagarne le conseguenze sono le donne, le figure più deboli e sottomesse di una società maschilista e autoritaria.

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Sulemaan, tornato a casa dopo un lungo periodo di assenza lavorativa, scopre che la moglie Sumera Bibi aspetta un figlio non suo. Due i possibili responsabili: Kazim, figlio della donna 50enne, e l’amico Rashid. L’uomo tradito chiede subito il divorzio dalla moglie, concessogli dalla Jirga cioè l’assemblea composta dai membri più importanti della comunità. Ma non pago del risultato esce di casa in cerca di vendetta all’onta subita, facendo irruzione nell’abitazione della madre di Kazim in compagnia di un gruppo di amici.

Ignara e del tutto estranea alla vicenda la donna viene trascinata brutalmente in strada, e con forza e arroganza denudata e costretta a girare così per strade di Neelor Bala. Nessuno ha mostrato compassione, nessuno è intervenuto in suo soccorso, nessuno le ha coperto il corpo svilito con un panno. La donna ha dovuto subire questa umiliazione in silenzio, salvata da un intervento tardivo della polizia pakistana che per ora ha assicurato alle galere due membri del gruppo. Ma la vicenda ha segnato completamente la sua vita, e la donna ha tristemente commentato:

“Il trattamento ricevuto mi costringe comunque all’esilio. Dovrò andarmene con la famiglia perché non me la sento più di condividere la quotidianità con la gente del mio villaggio.”

Il Pakistan è al terzo posto, dopo Afghanistan e Congo, nella classifica dei paesi dove essere donna è una condanna. La nazione è tristemente famosa per l’utilizzo della lapidazione, l’obbligo al matrimonio e le devastazioni con l’acido. Molto diffusi anche i delitti d’onore, con le donne come vittime, le stesse che subiscono quotidianamente violenze domestiche.